Dallo scorso 13 marzo il Dipartimento promozione della salute, del benessere sociale e dello sport per tutti della Regione Puglia ha disposto di garantire le prestazioni di assistenza domiciliare ai cittadini non autosufficienti soltanto in caso di gravità e indifferibilità; prevedendo l’obbligo dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale correlati al rischio individuato per tutti gli operatori addetti.
Succede invece, in queste ore, che alcune società e cooperative, vincitrici di regolare gara d’appalto, si trovino sprovviste dei regolari DPI e siano quindi impossibilitati a garantire l’erogazione dei servizi domiciliari anche nei confronti dei casi più gravi.
Pazienti affetti da malattie invalidanti che non permettono loro l’autosufficienza e che sono stati già riconosciuti come casi non differibili dall’Ambito Territoriale Sociale di Lecce si sono ritrovati senza assistenza da un momento all’altro e senza nessun preavviso da parte degli operatori.
La denuncia arriva da una cittadina leccese residente nel quartiere Salesiani, disabile al 100%, costretta su una sedia a rotelle, che vive sola ormai da anni. I suoi genitori sono anziani e non possono provvedere a lei ed è stata trasmessa dal consigliere comunale leccese Antonio Guido.
“Gli assistenti sociali del Comune, dal canto loro – sottolinea Guido – non hanno potuto porre rimedio a nessuna delle situazioni, neanche delle più gravi; non potendo incaricare nessun altro a causa dei vincoli derivanti dal regolare bando di gara utilizzato per la selezione degli incaricati. Nonostante si sappia per certo che le stesse società e cooperative, in regime totalmente privatistico, stiano continuando lo stesso a erogare servizi domiciliari a coloro che possono permetterselo dal punto di vista economico. Malgrado la carenza dichiarata di DPI”.











