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Coronavirus, uno studio sulla diffusione del contagio in famiglia dopo il rientro dal Nord in Puglia

Se fosse vero, sarebbe l’ennesima dimostrazione che la paura ed il terrore possono fare danni almeno tanto quanto il Coronavirus.

Uno studio potrà presto dire se c’è una base scientifica reale sul fenomeno chiaramente osservato in questi giorni nel reparto di malattie infettive del Policlinico di Bari dove, come spiegato già nei giorni scorsi dal primario del reparto, il professor Gioacchino Angarano, sono stati riscontrati come positivi al Covid-19 (coronavirus) e addirittura ricoverati parenti, e soprattutto genitori, di alcune persone che vivono al Nord, in particolare giovani che studiano o lavorano nelle regioni settentrionali, e sono rientrati al Sud quando è scoppiata la pandemia.

È lo scenario che peraltro aveva già prefigurato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano quando aveva lanciato l’allarme sulla “fuga” in treno o con altri mezzi verso sud. Evidentemente non bastava la quarantena a casa in famiglia e la notifica alle autorità del rientro in regione da parte dei cittadini provenienti dal Nord.

. Nonostante le oltre 22 mila autosegnalazioni, fatte mediante il modulo online per riferire del proprio ritorno dalle zone dove l’infezione si è diffusa prima, e tutti quelli che lo hanno fatto telefonando al proprio medico di base e al servizio di prevenzione, evidentemente non tutte le norme prescritte dall’autoquarantena fiduciaria sono state osservate rigorosamente.

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Redazione
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