Mi capita spesso di leggere sui social i post e le riflessioni di un mio caro amico farmacista che da qualche tempo lavora a Milano. Lui è di Foggia e lo sottolinea sempre con grande orgoglio, tifosissimo del Foggia e dei colori rossoneri. Pugliese in trasferta che in questi giorni, suo malgrado, si trova a combattere una battaglia in prima linea. La sua armatura è una mascherina, un paio di guanti ed un camice bianco con la spilla dell’Ordine dei Farmacisti, e la sua missione è quella di aiutare, consigliare, supportare chi ha bisogno di un medicinale, di una terapia e a volte anche semplicemente di un consiglio.
Per me è un amico, da tanto tempo. Questo pomeriggio sfogliando blandamente la bacheca di facebook mi sono trovato in un suo post. Accorato quanto drammatico. Parla naturalmente della situazione in cui si trovano lui ed i suoi colleghi. Parla del Coronavirus e soprattutto parla di cosa possiamo fare noi, tutti noi, per tenerlo lontano dalla nostra casa, dalla nostra vita e dai nostri affetti. Il suo nome è Francesco Ricci. Ci tengo a ringraziarlo con il cuore per tutto quello che stanno facendo in questo periodo, ed attraverso lui un grazie sentito a tutti coloro che ogni giorno escono di casa, si infilano l’armatura e si spendono per garantirci salute e sicurezza. Medici, infermieri, farmacisti, volontari, conducenti di autoambulanze, forze dell’ordine, panettieri, camionisti, trasportatori, agricoltori, allevatori… e l’elenco è ancora lungo.
Per noi è semplice tra le quattro mura di casa a fare poco o molto, magari lavorando dietro una tastiera. Per tanti altri è difficile ogni giorni uscire di casa e mettercela tutta. Grazie.
Ecco le parole di Francesco. Che idealmente facciamo nostre e diffondiamo per quello che ne siamo capaci.
“Vorrei scrivere tante cose, è un periodo in cui tutto è diventato così strano… da alcune settimane abbiamo a che fare con questa emergenza. Sono molto stanco, sono stressato, io e le colleghe in farmacia stiamo lavorando senza sosta, in condizioni che mai avrei immaginato, con le mascherine che ti limitano la respirazione e ti lasciano i segni sul naso, sugli zigomi e dietro le orecchie, e i guanti che ostacolano anche le operazioni più semplici, come sfustellare una confezione di medicinali o imbustarli.
Il tutto in una situazione in cui i clienti, specialmente nei primissimi giorni, erano altamente irascibili e indisposti, considerando anche che qui a Milano siamo praticamente all’epicentro della bufera Covid-19.
E con quel telefono che squilla ormai continuamente dalla mattina alla sera. Vorrei che tutto finisse presto ma so che purtroppo durerà ancora tanto, e sono preoccupato per quello che potrebbe succedere prossimamente nelle regioni meridionali, oltre che nella mia città.
Per questo dico ai miei conoscenti quello che ho già detto ai miei affetti più cari: BLINDATEVI IN CASA e stateci il più possibile, evitate contatti con chiunque e, soprattutto, comportatevi come se foste voi stessi un soggetto contagiato ma asintomatico: nel dubbio, evitare, evitare, evitare
Evitare qualsiasi cosa possa farvi venire in contatto con una persona potenzialmente contagiata o che potreste voi stessi contagiare senza volerlo, quindi tenete SEMPRE le distanze. Pulite spesso le mani e disinfettatele.
Vi prego, siate coscienti del fatto che se questo sacrificio lo fate bene per un paio di settimane, sarà più facile identificare e isolare eventuali contagiati, e si ridurranno i tempi per tornare alla normalità.
Ma cosa più importante di tutte, molte vite si potranno salvare. Avete un vantaggio temporale di un paio di settimane rispetto alla Lombardia per farvi trovare più pronti, non disperdete questo vantaggio, ma anzi sfruttatelo!
Mi raccomando, fate i bravi, impegnatevi, è importante. Ed è una cosa seria. Qui dalla trincea, per ora, è tutto.
Vi voglio bene e vi abbraccio (virtualmente, s’intende)”.
Francesco Ricci











