HomeCronacaLa preghiera universale di Francesco: "Signore, non lasciarci in balia della tempesta"

La preghiera universale di Francesco: “Signore, non lasciarci in balia della tempesta”

Piazza San Pietro vuota, lucida dalla pioggia che cade copiosa sulla capitale. E papa Francesco, solo nell’assordante rumore delle preghiere di milioni di persone nel mondo. Fedeli e non. Alle 18 la preghiera di papa Francesco si è fatta universale in un grande abbraccio a un mondo avvolto da una coltre di nebbia.

Una nebbia che si prova a diradare con le speranze dell’uomo affidate a Dio. E nella persona del Pontefice che realmente si fa ponte tra l’amore di Dio e le fatiche di una terra in cerca di risposte. Con al suo fianco due delle icone più care a Roma, la Salus populi romani, venerata in Santa Maria Maggiore e il crocifisso della chiesa di San Marcello al Corso, che protesse la città dalla “grande peste” e verso il quale Francesco si è recato in pellegrinaggio il 15 marzo scorso.

Le parole pronunciate dal Papa però sono davvero universali e idealmente abbracciano tutti in un momento di sconforto e paura. Ma Francesco ricorda che Gesù, nell’attraversare l’altra riva con i suoi discepoli, si trova in una grande tempesta. Nonostante il trambusto, Gesù dorme sereno, fiducioso nel Padre.

“Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti”.

“Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni.”

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