Dopo il risultato positivo del tampone fatto all’operaio che si è sentito male mentre era in fabbrica al lavoro nell’impianto siderurgico dell’ArcelorMittal di Taranto, Rinaldo Melucci, primo cittadino del capoluogo jonico, chiede interventi definitivi per contrastare l’epidemia nell’ex Ilva.
Per Melucci: “il gestore, evidentemente, non sta operando con la stessa energia e restrittivita’ con la quale stiamo operando noi nei confronti della città “. Non possiamo consentire -continua il sindaco- che siano vanificati tutti i nostri sforzi e i sacrifici dei nostri cittadini”. Per un’ordinanza sindacale sulle emissioni inquinanti, ArcelorMittal dovrebbe fermare molti impianti nelle prossime settimane. “Non c’e’ davvero alcun motivo valido per andare avanti – conclude il sindaco di Taranto – altro che minimo tecnico”.
Sulle sue dichiarazioni interviene il Consigliere regionale, Gianni Liviano su dichiarazioni del sindaco Melucci in merito al caso di positività al Covid-19 nel siderurgico di Taranto.
“La decisione di tenere aperto o di chiudere il centro siderurgico non può essere condizionato da Covid 19 e dal caso di positività oggi riscontrato. Se si registra un caso di positività in una qualsiasi altra azienda che si fa? Si chiude quell’azienda? Evidentemente non può essere così e affermare oggi, come fa il sindaco (“non c’è davvero alcun motivo valido per andare avanti”), che Arcelor vada chiuso perché c’è stato il caso di positività è populismo puro… La politica o le leggi di mercato potranno poi sancire la chiusura dello stabilimento ma la scelta non può essere certo fatta in funzione del caso di positività. Dire cose diverse significa usare il caso di positività al Coronavirus per perorare un’altra causa (quella della chiusura) che con la malattia non ha nulla a che vedere. Detto questo è del tutto evidente che le autorità competenti devono adoperarsi per contenere quanto più possibile il numero dei dipendenti al fine di ridurre al massimo i contagi”.











