L’Asl di Brindisi ha deciso di commissariare la residenza sociosanitaria assistenziale “Il Focolare” dopo l’accertamento della positività al Covid-19 di 59 ospiti e 43 operatori della struttura, per un totale di 102 persone. La richiesta è stata avanzata al Dipartimento di Promozione della Salute della Regione Puglia.
Una situazione, quella della diffusione della pandemia nella struttura brindisina, che preoccupa molto il Segretario Regionale e i parlamentari della Lega D’Eramo, Marti, Tateo e Sasso.
“Chiediamo al Presidente Emiliano che vengano prese al più presto le dovute misure di contenimento dei contagi e sorveglianza dei casi in quarantena a Brindisi, dove il focolaio esploso nella casa di cura “Il Focolare” desta molta preoccupazione, visto che sono risultati positivi al Covid19 il 75% dei pazienti e 43 operatori per in totale di 102 ammalati. Tale vicenda a seguito della già allarmante situazione dell’Ospedale Perrino di Brindisi impone una verifica immediata sulla gestione dell’emergenza sanitaria in Provincia di Brindisi, soprattutto in un momento in cui – al contrario di quanto accade – si dovrebbe registrare un consistente contenimento e decremento dei contagi. Come mai a Brindisi i contagi crescono dopo 45 giorni di quarantena?”
Anche il segretario generale brindisino della Cgil, Antonio Macchia, rimarca come i contagi verificatisi all’interno del Focolare siano “di una gravità senza precedenti”. “In tutto si contano 102 persone contagiate, in pratica il doppio di quelle già rilevate in città. In sostanza, tutti o quasi i soggetti che sono entrati in contatto con ‘Il Focolare’ sono positivi, questo significa che mai, sin dall’inizio dell’emergenza, si sia approntato un adeguato piano di sicurezza. Non servono i proclami, è inutile che la direzione della struttura diffonda comunicati con cui dichiara che ogni forma precauzionale è stata intrapresa”.
E poi Macchia è ancora più chiaro: “Non si è fatto nulla o si è fatto poco per prevenire i contagi ed adesso si è creata una pandemia nella pandemia di dimensioni sconcertanti. Non solo, poiché la struttura allo stato è quasi priva di personale, in quanto collocato in infortunio per Covid 19, si cerca di convincere qualche familiare dei pochissimi ospiti risultati negativi al tampone a farsi carico degli stessi”.












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