Quanto è cambiata la nostra vita a causa dell’emergenza Coronavirus? Tanto, a tal punto da spostarsi sempre più dalla dimensione reale a quella virtuale. In queste settimane abbiamo capito ed apprezzato i vantaggi di molte delle features del digitale, che ci permettono di acquistare, lavorare e socializzare senza dover uscire dal proprio appartamento; un aiuto psicologico e operativo prezioso.
Tra gli strumenti che vengono citati, ovvero e-commerce, piattaforme di video call come Zoom, gestionali, social, c’è n’è uno che viene nominato di rado, forse perché non ancora abbastanza diffuso fra la popolazione: la VR (Virtual Reality).
Questa tecnologia, dalla sua comparsa negli anni 80 del Novecento, ha fatto molta strada: oggi è un mercato che vale miliardi di dollari, ed è costantemente in crescita.
Ciò che è sempre mancato alla realtà virtuale è stata l’accessibilità economica e uno sviluppo tecnologico in grado di soddisfare tutti. Almeno queste erano le problematiche più evidenti prima della quarantena. Oggi, che viviamo tra salotto, cucina e camera da letto, e che usciamo solo per fare la spesa, o per portare fuori il cane, appare chiaro il limite maggiore della VR: semplicemente non ne avevamo bisogno.
I vantaggi della rete
La rete, dunque, come principale protagonista del momento, anche nel mondo del lavoro. Oggi stiamo assistendo a ciò che è stato definito “il più grande esperimento di smart working” di tutti i tempi. E per forza: fino a poco fa condurre questo esperimento sarebbe stato semplicemente impossibile. Affrontare un’epidemia avrebbe significato scegliere tra un’alternativa del diavolo: continuare a permettere a milioni di persone di recarsi in ufficio oppure bloccare anche l’intero settore terziario avanzato – comunicazioni, consulenze, informazione, marketing, ricerca e molto altro – che così tanta importanza riveste in un’economia come la nostra (a seconda delle stime e delle definizioni, potrebbe valere attorno al 40% del pil).
Nel complesso, si ritiene che siano 8 milioni gli italiani che fanno un lavoro che può essere svolto anche da casa. Fino a poche settimane fa, erano però soltanto 500mila a farlo almeno un giorno a settimana. Un numero che si sarà sicuramente moltiplicato in tempi di coronavirus, in cui il lavoro da remoto è obbligatorio in ogni situazione in cui sia possibile.
Ma che il numero ritorni a 500mila appena passata l’emergenza o che lo smart working venga invece adottato da 8 milioni di persone, una cosa è certa: fino a pochissimi anni fa questo numero non sarebbe potuto andare oltre lo zero. Il lavoro da remoto è un rivoluzionario esperimento sociale che fino a poco fa sarebbe stato semplicemente impensabile e che riguarda, con modalità diverse, anche il mondo della scuola, che da un giorno all’altro si è trovato alle prese con l’e-learning e le lezioni a distanza con risultati tutto sommato incoraggianti.
L’intrattenimento
Uno degli aspetti più importanti in questo periodo è quello dell’intrattenimento. Senza internet e la banda larga, una situazione di questo tipo ci avrebbe costretto a fare affidamento solo ed esclusivamente sui libri o fumetti che già abbiamo in casa (e quindi probabilmente già letto) e sulla televisione. Non una situazione ideale, soprattutto se anche a voi fa venire i brividi il pensiero di fare ricorso allo zapping televisivo per trovare cose interessanti da vedere. Oggi, invece, sono sempre più le persone che giocano online su https://casino.netbet.it/ che in questo periodo ha avuto un boom proprio per via del lockdown.
A tutto questo si aggiungono anche le visite virtuali ai musei e tutta una serie di iniziative di digitalizzazione della cultura che si stanno moltiplicando ogni giorno che passa. Tanto da far venire il dubbio che, forse, ci si stia spingendo fin troppo in là. Inoltre sono tantissimi i teatri che hanno deciso di portare le loro opere sul web. Dai teatri più piccoli a quelli più grandi, fino a quelli famosi in tutto il mondo come il Teatro della Scala di Milano. Sin dai primi giorni dell’emergenza, è comparso sulle pagine social ufficiali l’hashtag #WeAreLaScala, per condividere con tutti i momenti che hanno segnato la storia del teatro, ma anche per mostrare un dietro le quinte inedito, come le prove del corpo di ballo o del coro e dell’orchestra, direttamente da casa. Non solo, il teatro tramite l’hashtag chiede a tutti di condividere i propri personali momenti alla Scala così da poter ricreare una sola grande storia. Infine, a partire dal weekend appena concluso, si è rinnovata la collaborazione tra il teatro e la Rai per far vedere a tutti alcune delle serate più memorabili in tv o sul web.




















