Al momento agli unici due nomi certi (Michele Emiliano ed Antonella Laricchia) per le prossime elezioni regionali se ne aggiunge un terzo. Dopo la rottura degli scorsi mesi tra Mario Conca ed Antonella Laricchia, entrambi consiglieri regionali del M5S durante la corsa per la scelta del nome da presentare come candidato Presidente della Giunta Regionale, e la fuoriuscita di Conca dal Movimento ed il suo ingresso nel Gruppo Misto, era nell’aria da tempo una scelta di questo genere da parte di Conca.
E proprio nella giornata di ieri è arrivata l’ufficializzazione delle sue intenzioni: due liste a supporto di una sua candidatura autonoma per le prossime regionali. Due liste di carattere civico e, dicono i bene informati, vicine allo spirito originario del Grillismo. Potrebbero chiamarsi ‘Conca presidente’ e ‘Cittadini pugliesi’. La prima è caratterizzata dall’immagine della Puglia colorata di verde – tinta dell’ambiente – e circondata dall’azzurro che ricorda il mare. L’altra invece ha tonalità simili ma rafficura uomini e donne stilizzate tra gli ulivi pugliesi. A riferirlo è l’agenzia Dire, che poi ha sentito lo stesso Mario Conca, che non ha fatto mistero delle sue intenzioni.
“La prima – afferma Conca – ha un nome scontato, la seconda e’ ispirata alle mie battaglie compiute per difendere i cittadini. Tra qualche giorno saranno noti i dettagli”.
L’obiettivo minimo, per Conca, è di superare lo sbarramento dell’8% per entrare in Consiglio regionale, andando quasi certamente a pescare nel bacino ex pentastellato ma non solo. Il consigliere regionale racconta di aver avuto numerose proposte da tutti gli schieramenti per un apparentamento. Avance rispedite al mittente:
“Nelle ultime settimane si sono rincorse diverse voci: tutte senza fondamento. Alcune dicevano che mi candidavo con Emiliano, altre con il centrodestra. L’ultima? Che Renzi mi aveva cercato. Anche questa volta, la voce è falsa. Continuerò le mie battaglie, in prima linea per tutti i pugliesi”.
Dunque nessun apparentamento di Conca con altre aggregazioni politiche, ma la scelta difficile di una sua coalizione in primo luogo guardando all’elettorato pentastellato, e probabilmente puntando a raccogliere consensi tra i delusi del M5S (ma non solo).











