Una delle domande che attanaglia la cittadinanza tarantina in questi anni è quale futuro è destinato per la Città dei Due Mari, per cinquant’anni legata a doppio filo ad un impianto tanto importante per il lavoro quanto deleterio e pericoloso per la salute come l’ex Ilva.
Ecco perchè ormai da tempo una serie di organizzazioni cittadine sono mobilitate per chiedere la chiusura del siderurgico e la bonifica ambientale dell’intera zona.
“Se lo Stato – scrivono in una nota annunciando la prossima manifestazione di lunedì prossimo – ritiene che sia utile salvare la produzione gettando ulteriori miliardi di soldi pubblici in un’azienda che cade a pezzi e senza futuro, allora è necessario che le organizzazioni tarantine e la cittadinanza scendano in strada per raccontare le alternative sostenibili e gli interventi di riconversione che si potrebbero attivare con tali investimenti pubblici”.
Ed ancora scrivono.
“Se la Morselli può intervenire in tv, senza contraddittorio, raccontando all’Italia che ILVA è uno stabilimento industriale gioiello, allora è necessario che le organizzazioni tarantine e la cittadinanza scendano in strada a raccontare le verità sullo stato degli impianti, sulle condizioni di lavoro e sui danni ambientali e sanitari che ILVA produce. Se ancora qualcuno crede che Mittal possa rilanciare la fabbrica e l’occupazione, allora è necessario che le organizzazioni tarantine e la cittadinanza scendano in strada per ricordare chi è Mittal e come opera nel Mondo”.
Per questo lunedì 29 giugno, dalle ore 19.00 alle 21.00, è stato organizzato un sit-in davanti la Prefettura per ribadire le ragioni di una città che chiede chiusura, riqualificazione dei lavoratori, bonifica e riconversione ecologica dell’economia del territorio.











