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Picerno-Bitonto al centro delle indagini della Guardia di Finanza. E’ stata una partita venduta?

Ci sono delle indagini, penali e sportive, in corso sul match di Serie D, Picerno-Bitonto, dello scorso campionato, disputato il 5 maggio del 2019 per una presunta combine. I lucani quel giorno inseguivano la promozione diretta in C (poi centrata), mentre ai neroverdi bitontini la partita non aveva nulla da dire, con una qualificazione ai playoff già acquisita.

PERQUISIZIONI DELLA GUARDIA DI FINANZA

Il match finì 3-2 per il Picerno e questo risultato sarebbe stato concordato. Secondo quanto riportato da gianlucadimarzio.com, la gara in questione sarebbe stata persa volontariamente dai calciatori bitontini che si sarebbero divisi una cifra pari a 25.000 euro. La Procura di Bari ha messo sotto indagine i calciatori del Bitonto Michele Anaclerio, 37 anni; Antonio Giulio Picci, 34 anni; Onofrio Turitto, 28 anni; Cosimo Francesco Patierno, 28 anni; Nicola De Santis (35 anni); Daniele Fiorentino, 30 anni; Giovanni Montrone, 33 anni e il dirigente Leonardo Rubini. Le accuse sono di frode sportiva. Indagati anche il presidente del Rossiello e il dg del Picerno Mitro.

Stando alle indagini dei finanzieri del Nucleo operativo metropolitano di Bari, coordinati dal pm barese Bruna Manganelli, gli indagati in concorso tra loro «addivenivano ad un accordo illecito al fine di truccare il risultato della partita in modo tale da favorire il passaggio alla serie C della squadra calcistica dell’Az Picerno in danno dell’Audace Cerignola che avrebbe dovuto, invece, giocare i playoff per un eventuale accesso tra professionisti», si legge nel decreto di perquisizione.

LA GIUSTIZIA SPORTIVA

E mentre la giustizia ordinaria muove i suoi passi si muove anche il Giudice Sportivo.

La Procura Federale ha infatti disposto un rinvio a giudizio per la società pugliese e per i giocatori Patierno, Picci, AnaclerioDe Santis (Vincenzo e Nicola), FiorentinoMontrone D’Aucelli. Indagati anche il presidente del Bitonto Rossiello e il dg del Picerno Mitro. Si è ritenuto, si legge nel comunicato, “di non dover disporre lo stato di archiviazione del procedimento“.

Tante le ipotesi che adesso sono sul tavolo del Procuratore Federale (a cui verranno trasferite le carte per le decisioni nel merito della giustizia sportiva). In caso di condanna (sportiva) della squadra pugliese ci sarebbe anche la retrocessione d’ufficio, pochi mesi dopo la promozione in serie C arrivata dopo il lockdown e la chiusura del campionato.

Per il presidente del Bitonto Francesco Rossiello, “l’Usd Bitonto Calcio è pulita, e su questo non ci sono dubbi. E se mai dall’inchiesta dovessero scaturire responsabilità di tesserati, saremo noi a costituirci come parte lesa”.

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Redazione
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