Mentre ancora non si sa come si rientrerà in classe dal 14 settembre, oggi riparte formalmente l’attività accademica. Alle 12.00 sono partiti i test per l’accesso alla facoltà di Medicina. I posti disponibili per quest’anno ammontano in tutto a 13.072. A iscriversi alla prova sono stati in tutto 66.638, duemila candidati in meno rispetto all’anno scorso.
E molte associazioni ed organizzazioni studentesche hanno organizzato per la giornata di oggi flash mob e manifestazioni contro il numero chiuso.
All’esterno di una delle sedi dove a partire dalle ore 12 si stanno svolgendo i test id ingresso, la facoltà di Giurisprudenza in piazza Cesare Battisti a Bari, alcuni studenti hanno manifestato indossando camici da medici, mascherine ed esibendo striscioni.
“Se la grave carenza di personale medico, correlata al definanziamento della formazione universitaria e all’introduzione di imbuti formativi come numero chiuso e insufficienza delle borse di specializzazione è da tempo un problema – spiega Noemi Sassanelli coordinatrice Link Medicina Bari – la recente emergenza Covid ha reso ancor più pressante la necessità di investimenti nella sanità e in un sistema universitario il più possibile includente. L’emergenza non è finita e, in un contesto di profonda crisi sociale – aggiunge – , non possiamo che pretendere l’assoluta priorità che formazione e sanità devono avere nella destinazione dei fondi europei, che dunque devono servire per aumentare l’accesso degli studenti all’università e a rinforzare il nostro sistema sanitario nazionale”.
“Durante l’emergenza la mancanza di personale ha costretto i medici a sforzi incredibili in reparti al collasso. Nonostante questo la selezione con i test di ingresso per medicina e professioni sanitarie non viene messa in discussione: quest’anno 66.000 candidati competeranno per poco più di 13.000 posti, e tantissimi altri tenteranno quello per professioni sanitarie il prossimo 8 settembre”, affermano in una nota i ragazzi di Fronte della Gioventù Comunista.
“I lavoratori della sanità in questi mesi hanno sostenuto il peso di anni di tagli e le carenze di organico moltiplicando i turni e la fatica. Prima tutti li hanno chiamati eroi, ma oggi il sistema del numero chiuso resta in piedi. Non si tratta di cento o mille posti in più, ma di eliminare questa selezione di classe e salvare davvero il SSN”, spiegano.











