Cambia marchio anche il punto vendita Auchan di Modugno che dal maschio francese passa alla Despar. Dei dipendenti attualmente presenti sul punto vendita 76 lavoratori confluiranno in Majora; 26 hanno scelto l’esodo volontario incentivato; Margherita ne collocherà altri 35 nell’attività commerciale che si insedierà nel residuo spazio disponibile ex Auchan, garantendo loro le retribuzioni.
“Speriamo si ponga così definitivamente la parola fine – ha commentato il vicepresidente del Consiglio regionale Peppino Longo – questa lunga vertenza che ha tenuto col fiato sospeso centinaia di famiglie alle prese con lo spettro della perdita del lavoro pagando a caro prezzo, dopo mesi di gravi sacrifici, visioni e scelte commerciali globali non condivisibili”.
Un passaggio tra marchi e proprietà che però preoccupa la Filcams Cgil Puglia, in particolare per i 61 dipendenti che rimarrebbero fuori dalla fase di transizione, nonostante le manifestazioni di interesse di alcuni di aderire ad una procedura di mobilità incentivata ad oggi non ancora ufficializzata.
“Sconcerta – spiega La segretaria regionale di Filcams Cgil Puglia, Barbara Neglia – la mancanza totale di garanzie per la ricollocazione del personale eccedente. Ma ancora più grave la mancata condivisione dei criteri con cui l’azienda avrebbe individuato il personale. Parliamo di uomini e donne con famiglie, che non avranno più un’occupazione in un periodo di crisi economica e sanitaria senza precedenti”.
“Cgil e Cisl – spiegano – hanno abbandonato il tavolo, ipotizzando le condizioni per quello che sarà un accordo separato, e le ragioni verranno diffuse durante l’assemblea che si terrà il prossimo 4 settembre a tutti i lavoratori, e dove verrà data la possibilità di mettere in campo ogni azione necessaria per garantire il mantenimento del posto di lavoro di tutti i lavoratori e le lavoratrici del punto vendita di Modugno”.











