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Regionali 2020, Mario Conca: “Un programma per i pugliesi stanchi dei continui disservizi”

Una candidatura solitaria, una scelta di coerenza per Mario Conca, che da consigliere regionale eletto con il Movimento 5 Stelle proprio da questo si è allontanato per provare la corsa alla presidenza della Giunta. Motivazioni plurime e scelta di campo che cerchiamo di capire rivolgendogli alcune domande, anche per approfontire i temi del suo programma elettorale con Cittadini Pugliesi.

Mario Conca, ci racconti la sua esperienza di questi 5 anni in Regione.

“Un’esperienza che mi ha arricchito e mi ha permesso di approfondire le tante tematiche che interessano la collettività. Ho potuto scoprire cosa e chi non funziona nell’apparato regionale. Ho cercato di modificare norme e regolamenti, presentando anche mozioni che impegnassero la Giunta regionale che però quasi mai ha atteso a quello che si è proposto. Salvo poche eccezioni come la dematerializzazione dei buoni per i prodotti per i celiaci. Ovviamente ho cercato in tutti i modi di combattere contro le storture amministrative, il clientelismo, l’ingiustizia, le gare centralizzate, gli abusi della libera professione, l’edilizia sanitaria che ha fatto sprecare centinaia di milioni”.

“Ho lottato – spiega Conca – contro il continuo depauperamento del welfare, del corsificio legato alla formazione professionale. In Puglia abbiamo assistito ad uno sviluppo economica mancato e all’accrescersi di una cultura clientelare a scapito delle eccellenze del territorio. C’è poi stata tutta la questione Xylella, decisamente mal gestita e che ha messo in ginocchio un intero comparto. Ovviamente tutto ciò mi è costato fatica ma anche tante gratificazioni attraverso la creazione di migliaia di relazioni umane che mi hanno fatto conoscere tante persone e comprendere i loro problemi. Entrando nei meandri della burocrazia mi hanno fatto capire come amministrare e cacciare chi non fa bene. Questo mi è costato querele da emiliniano, una denuncia, un avviso di garanzia”.

L’anno scorso lo strappo con il M5S ed ora la sua corsa solitaria. Può spiegarci le cause di questa sua decisione?

“Non c’è stato nessuno strappo da parte mia. Sono stato fucilato alle spalle un’ora prima del voto perché la mia collega Laricchia sapeva che per queste elezioni sarebbe uscito solo un consigliere su Bari. Facendo lei parte della mia stessa circoscrizione ha pensato bene di convincere Crimi a non accettare la mia candidatura senza motivazione. Lei così si è trovata con 14 sconosciuti così da poter stare tranquilla per la sua nuova elezione nel Consiglio. Sono stato così cacciato dal Movimento 5 Stelle e non potendo alimentare un sistema di mercimonio elettorale e di malaffare che ho combattuto per cinque anni è chiaro che o tornavo a casa o davo seguito a tutto l’impegno profuso in questa legislatura, davo ascolto ai tanti cittadini che mi chiedevano di continuare. Ed è per questo che a partire dal 29 di febbraio abbiamo dato vita a una lista che coinvolge tutti i cittadini”.

Quali sono i punti fondamentali del suo programma politico?

“Il programma è molto vasto e va incontro a quei pugliesi stanchi dei continui disservizi in tutti i settori, dalla sanità al welfare, dall’agricoltura alla formazione professionale, che hanno creato una impasse totale che è esattamente speculare sia a destra che a sinistra perché Fitto ed Emiliano sono il rovescio della stessa medaglia. Vogliamo garantire mense e lavanderie proprie ed efficienti negli ospedali e riformare, più in generale, il sistema sanitario regionale con una riorganizzazione puntuale della griglia assistenziale garantendo la meritocrazia e salari equi. Dovrebbero essere creati dei presidi territoriali di assistenza per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini pugliesi. Serve dare una sterzata alle lunghissime liste d’attesa. Vorremmo eliminare la Commissione Invalidi ASL che rappresenta un altro di quegli sprechi legati alla sanità pugliese, una spesa di ben 30 milioni di euro l’anno che ha l’unico scopo di effettuare un inutile secondo passaggio. Punto importante è la questione delle case popolari di proprietà. L’idea è di mettere sul mercato tra i 10 ai 15 mila alloggi, il che significa creare lavoro per migliaia di ditte edili, ma soprattutto eradicare alla fonte l’abusivismo, perché quando la casa è di proprietà, diventa inviolabile. Questo porterebbe a un risparmio per la Regione di circa un miliardo e mezzo di euro e la creazione di nuovi posti di lavoro”.

Ed ancora.

“Ma poi vogliamo riprendere la questione agricoltura a partire dall’agriecologia come prospettiva per un futuro sostenibile, ci sono dieci punti programmatici per la rinascita dell’olivicoltura pugliese grazie ad un nuovo modello di contrasto al complesso di disseccamento rapido degli Ulivi. E poi c’è la questione Taranto per cui abbiamo in mente di creare una Legge Speciale che permetta di assorbire tutti i lavoratori dell’ex Ilva in quelle che sono le Pubbliche Amministrazioni e Partecipate di Stato che ogni anno sono interessate da una quantità decisamente superiore di pensionamenti e con organici ridotti all’osso dagli atavici blocchi assunzionali. Oltre che a ripianificare la città a partire dalla tutela della salute dei cittadini”.

Ci dica quale sarebbe il suo primo e concreto obiettivo da Presidente.

“Serve per prima cosa rivedere tutta la struttura regionale, tutto il sistema nel suo complesso perché andare a colpire un solo problema non risolverebbe la questione. Dovremmo rivedere Acquedotto Pugliese che oggi è un coacervo di interessi e di accordi politici trasversali. Dobbiamo cercare di rendere la burocrazia snella affinché essa non sia un deterrente per tutti quegli imprenditori che vogliono investire nel nostro territorio ma sono poi costretti a farlo altrove”.

Come vede la Puglia nei prossimi anni?

“Se sarà rappresentata da me e dalla lista Cittadini Pugliesi la vedo ricca di opportunità. Dobbiamo risolvere la questione ex Ilva, che va chiusa, dobbiamo dare risposte agli agricoltori che temono i danni derivanti dalla Xylella. Per gli agricoltori c’è la questione delle contribuzioni e degli incentivi all’agricoltura che non dovrebbe essere dati sugli ettari ma orientata alla qualità e quantità del prodotto. Bisogna rivedere le misure che lasciano i giovani senza terra e invece hanno inventiva e voglia di far crescere la Puglia. Bisogna pensare alle infrastrutture, all’aeroporto di Taranto e Grottaglie, punto importante anche per il Salento e per la Basilicata. Così come il Gino Lisa di Foggia che oltre a servire la Daunia porterebbe a servire il milione di molisani senza aeroporto ma vicini per continuità territoriale. E con noi e le nostre idee i minori sarebbero veramente tutelati privilegiando l’affido ai familiari disponibili o a famiglie esogene piuttosto che alle strutture d’accoglienza. Dovremmo cercare, in questo senso, che l’indigenza porta ai litigi tra coniugi, dovremmo spiegare ai governanti romani che bisogna dare un reddito familiare che possa garantire la vivibilità nelle famiglie e che previene la povertà economica, culturale e affettiva”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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