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Soglia di sbarramento, niente seggi a Senso Civico, che però non ci sta e chiede il ricalcolo

Per pochissimi voti Senso Civico – un nuovo Ulivo per la Puglia è rimasto fuori dal Consiglio Regionale.

Questo perchè la legge elettorale regionale pugliese stabilisce la soglia di sbarramento al 4% per le liste che nell’intera regione abbiano preso meno del 4% dei “voti validi”. L’interpretazione è proprio sui “voti validi“, nel cui “calderone” sono calcolati anche i voti espressi ai soli candidati presidenti senza indicazione di lista.

Questo significa che, di fatto, i 69.780 voti di lista ottenuti da Senso Civico, pari al 4,16% dei voti assegnati alle liste, non riescono a raggiungere anche il 4% dei voti validi (1.862.023). Per uno scarto di circa 4700 voti. E quindi non viene considerata dal riparto dei seggi non avendo superato la soglia di sbarramento.

Un taglio che però non è l’interpretazione che ne hanno i fondatori del movimento politico, che parlano senza mezzi termini di “un furto gravissimo di rappresentanza ai danni della democrazia, stracciando le regole dettate da una legge elettorale che stabilisce chiaramente una cosa: chi supera con il voto degli elettori il 4% ha diritto a concorrere alla rappresentanza regionale”.

È questa la denuncia di Ernesto Abaterusso, Mino Borracino e Alfonso Pisicchio, tra i fondatori di “Senso Civico -Un nuovo Ulivo per la Puglia”, una delle quattro liste a sostegno di Emiliano ad aver superato la soglia di sbarramento. E unica a non vedersi attribuire alcun seggio per via di quel complesso meccanismo di attribuzione dei seggi sui voti validi e non sui voti di lista.

“C’è da rimanere francamente basiti: come va considerato lo sbarramento contemplato dalla legge: come un suggerimento, una lieve raccomandazione o un’idea platonica? Un’avvertenza integrata dal sottotitolo “è più prudente fare il 5%”? Non dovrebbe essere la certezza di una regola all’interno di uno Stato di Diritto? – sottolineano -. La cosa curiosa è che lo stesso sito ufficiale che comunica l’esclusione dal riparto dei seggi della lista, certifica che la stessa ha superato il 4,16% dei consensi, e aggiunge un’ulteriore distorsione legata all’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione del presidente vincente. La legge regionale del 2015 dice che se il candidato presidente raccoglie oltre il 40% dei voti si vedrà attribuire 29 seggi. Ebbene “Eligendo”, invece, ne fa sparire un paio: sarebbero, infatti, solo 27 i consiglieri della maggioranza”.

“Crediamo – concludono – di essere di fronte ad un errore materiale di calcolo e pensiamo di avere il diritto ad una rapida e precisa correzione, ai sensi della legge vigente”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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