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De Marco ha confessato il duplice omicidio nella notte: “Erano troppo felici e mi è montata la rabbia”

Antonio De Marco, studente 21enne di Casarano, arrestato ieri sera con l’accusa di essere l’autore del duplice omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta avrebbe confessato tutto nel corso della notte.

Secondo fonti investigative avrebbe detto: “Ho fatto una cavolata. So di aver sbagliato. Li ho uccisi perché erano troppo felici e per questo mi è montata la rabbia”. Intanto si indaga sui particolari agghiaccianti dell’aggressione fatta mentre i due festeggiavano la convivenza nella loro casa.

“Antonio De Marco aveva le chiavi di casa”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Lecce, Paolo Dembech, in merito al duplice omicidio. Dalle prime investigazioni è emerso come “il primo fendente sia stato sferrato in cucina”.

Intanto arrivano i ringraziamenti del sindaco di Lecce, a nome dell’intera comunità cittadina, alle Forze dell’Ordine per l’impegno e la costanza messa nel cercare senza sosta la soluzione di un drammatico caso che ha portato la città alla ribalta delle cronache.

“Alla Procura della Repubblica, al Comando provinciale dei Carabinieri, a tutti i reparti impegnati nelle indagini va la gratitudine della città di Lecce per il risultato raggiunto, per la celerità con la quale il caso è stato risolto, per l’ammirevole riserbo mantenuto in questa settimana, nella quale nulla è trapelato del complicato e impegnativo lavoro di indagine che ha portato alla individuazione del confesso omicida. Una condotta esemplare che suscita ammirazione per l’altissimo livello di professionalità dimostrato”.

Questo il commento di Carlo Salvemini.

“Credo meriti una menzione anche la civiltà e il rispetto con il quale la cittadinanza ha partecipato a questa vicenda. Sottraendosi a quei fenomeni di voyeurismo o curiosità morbosa che hanno caratterizzato altri casi simili negli ultimi anni. Segno di una maturità e di una sensibilità che significa la autentica sofferenza, partecipazione e rispetto questa tragica vicenda, che segnerà la nostra comunità per gli anni a venire.Ai parenti, agli amici, ai conoscenti di Daniele ed Eleonora ribadisco il commosso sentimento di vicinanza di tutta la comunità”.

Nell’ordinanza che ha confermato lo stato di fermo del giovane originario di Casarano si parla di compiacimento sadico, di un “pericolo di recidiva per estrema pericolosità dell’indagato dotato di un’indole particolarmente violenta, insensibile ad ogni richiamo umanitario: nonostante le ripetute invocazioni a fermarsi urlate dalle vittime, l’indagato proseguiva nell’azione meticolosamente programmata inseguendole per casa, raggiungendole all’esterno senza mai fermarsi”.

I dettaglio sono davvero terrificanti.

L’assassino voleva immobilizzare, torturare e uccidere, per poi ripulire tutto con “acqua bollente, candeggina, soda” e lasciare una scritta sul muro con un messaggio per la città: un’azione dimostrativa e premeditata per portare a compimento una vendetta.

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Redazione
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