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Riapertura delle scuole: Gesmundo (Cgil Bari) e Menga (Flc Cgil Puglia): “Ordinanza che peggiora la situazione”

Per cercare di non scontentare qualcuno si scontenta un po’ tutti. Con una disassunzione di responsabilità che non è affatto piaciuta alla Cgil.

Hanno, infatti, duramente commentato l’ordinanza 413 con cui Emiliano supera la dicotomia registrata ieri dai Tar pugliesi sulla riapertura delle scuole, Pino Gesmundo – Segretario Generale Cgil Bari e Claudio Menga – Segretario Generale FLC Cgil Puglia.

“Non c’era soluzione peggiore di quella che è stata adottata dal Presidente Emiliano per districare l’intricata posizione in cui la Regione Puglia si è autonomamente infilata a causa di discutibilissime decisioni adottate unilateralmente”.

L’ordinanza 413, di fatto, spiegano i sindacalisti, “nel disporre le regole sulla scuola e sul diritto allo studio in Puglia, di fatto trasforma la scuola statale del primo ciclo di istruzione, in un servizio della pubblica amministrazione erogato a semplice domanda individuale relativamente alla possibilità di fruirne nella modalità della didattica in presenza o a distanza”.

“Al fine di tutelare il diritto allo studio, la legge riconosce come obbligatoria l’istruzione impartita per almeno dieci anni di cui l’obbligo di presenza costituisce un necessario correlato al punto che le assenze vanno giustificate. Ma accade che, laddove l’art. 34 della Costituzione prevede che “la scuola è aperta a tutti” in Puglia, invece, sanciamo – per ordinanza del Presidente – il principio per cui la scuola è aperta a chi vuole mettendo, in questo modo, a serio rischio proprio le basi di quel diritto allo studio che a parole si dice di voler salvaguardare”.

Ma non è questa la conclusione peggiore che salta agli occhi di Gesmundo e Menga analizzando l’ordinanza di Emiliano.

“Ancora più pericolosa – dicono – se possibile, appare poi la contrapposizione che, nell’ordinanza 413, si viene a delineare tra “diritto allo studio” e “diritto alla salute”. Tale contrapposizione traspare laddove si consideri che se “nessuno potrà essere obbligato ad andare a scuola in presenza” e se “tutti avranno diritto a richiedere la didattica a distanza per tutelare la propria salute” allora è evidente che, nella interpretazione dell’ordinanza 413, la tutela della salute si esercita non migliorando l’efficienza del sistema dei trasporti scolastici regionali e le performance del sistema sanitario regionale ma semplicemente eliminando l’obbligo di presenza scolastica proprio nella scuola del obbligo!”.

Una vera e propria distorsione del ruolo di Governatore quello che si può interpretare nella decisione di Emiliano.

“Non vi sono più dubbi: le scelte politiche del Presidente Emiliano, in questa fase di esordio di una giunta ancora inesistente, stanno amplificando logiche politiche divisive che si stanno dimostrando sempre più incapaci di fare sintesi politica a livello regionale.
Assistiamo quotidianamente al conflitto istituzionale tra regioni e governo e non abbiamo di certo bisogno di implementare la competizione e la polemica politico/istituzionale anche a livello regionale. Ancora una volta, duole ammetterlo, ma ci ritroviamo su posizioni contrapposte. Chi, in questo momento, ha il potere e l’obbligo morale della ricomposizione sociale è la presidenza del consiglio regionale: auspichiamo che, al più presto, agisca costruttivamente in tal senso”.

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