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Covid, appello CGIL Puglia ad Emiliano: “Smetta di agire in solitario e apra tavoli di confronto con parti sociali”

Il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, torna a chiedere al Preisdente della Regione Puglia, Michele Emiliano, una concertazione con le parti sociali per fare fronte alla situazione emergenziale del Covid che sta avendo conseguenze non solo sanitarie ma anche economiche ed occupazionali.

“Le previsioni già drammatiche legate agli effetti del Covid sull’economia e l’occupazione in Puglia – afferma Gesmundo – devono oggi fare i conti con questa nuova ondata del virus e con le misure del Governo e degli enti locali che comunque influiranno sui consumi, sui salari, sul prodotto interno lordo. In questo scenario il procedere solitario e conflittuale della Regione Puglia e del presidente Emiliano è inspiegabile. Servirebbe oggi massima unità istituzionale e sociale, in primis per affrontare l’emergenza sanitaria che è poi strettamente legata a quella sociale ed economica: dalla scuola al lavoro, dalle povertà agli investimenti di lungo periodo da mettere in campo”.

“Dei tavoli di confronto permanente con gli attori sociali e istituzionali del territorio – questa la richiesta del sindacato -. Invece riscontriamo un procedere a ranghi sparsi, le Asl che non rispondono alle sollecitazioni dei sindacati su organizzazione della sanità territoriale e azioni ispettive nei luoghi di lavoro, il conflitto con il Governo sulla scuola quando servirebbe unità tra tutte le componenti per garantire sicurezza a insegnanti e studenti, definendo soluzioni che non lascino le scuole e le famiglie nel guado dell’indeterminatezza. Così come vorremmo cominciare a discutere di come immagina la Regione di investire i fondi strutturali comunitari della prossima programmazione e le risorse riveniente dal Recovery Fund, ma anche alle nostre ripetute richieste di incontro nessuno si perita di rispondere, uno sgarbo istituzionale oltre che un venir meno a un impegno sempre sbandierato dal presidente”.

A preoccupare la Cgil sono gli indicatori che già prima di questa nuova forte diffusione del virus erano preoccupanti: “Se è vero che il Covid determinerà nel Paese un comune tratto recessivo, l’impatto sarà più marcato al Nord ma determinerà – lo dice Bankitalia – un maggior impatto sull’occupazione nel Mezzogiorno, con una perdita prevista di circa 380mila posti di lavoro. Perché qui la struttura produttiva è fragile e assieme anche più orientata ad attività maggiormente esposte agli effetti della pandemia, basta pensare al turismo e ai servizi connessi. Così come la composizione dei contratti di lavoro risulta più sbilanciata verso forme di lavoro temporaneo e precario”.

E se è stimato in un meno 9 per cento il dato del Pil della Puglia a fine anno – dettaglia Gesmundo –, bisognerà ora valutare l’effetto di questo mini lockdown e di quelli che verranno. Intanto l’ultimo Dpcm ha colpito circa 22mila attività in Puglia, in larga parte nel settore della ristorazione e bar. Così come registriamo nel 2020 oltre 300mila beneficiari di Cassa integrazione in deroga nella nostra regione. Siamo molto preoccupati e crediamo si debba agire con unione e strategie condivise”. Anche perché, conclude il segretario generale della Cgil Puglia, “come è successo per la crisi del 2008, c’è una parte del Paese, sempre il Sud, che non subito aggancerà il treno della ripresa superata l’emergenza sanitaria, per debolezze del sistema produttivo e gap storici sul piano delle infrastrutture e dei servizi. Per questo insistiamo sul miglior uso delle risorse riveniente dai fondi strutturali e dal Recovery Fund, risorse che vanno legate a obiettivi strategici: infrastrutturazione materiale e immateriali, reti digitali, ammodernamento della pubblica amministrazione, sostenibilità delle produzioni, per rendere il territorio più competitivo e assieme più attrattivo per nuovi investimenti privati. Ma a quanto pare in Puglia alla rappresentanza sociale non è data la possibilità di confrontarsi su questi temi. Se non accadrà non ci rimarrà che la mobilitazione”.

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Redazione
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