Alcuni stadi conservano nel loro interno uno spirito diverso, fin dalla loro creazione. Siano essi delle cattedrali nel deserto o delle strutture di prestigio in un contesto ben noto e molto fruibili da parte del pubblico, tutti vengono prima o poi segnati da partite storiche. Il caso del San Nicola di Bari, messo in piedi per i mondiali d’Italia ’90, probabilmente l’ultima grande kermesse organizzata dall’Italia insieme alle Olimpiadi invernali di Torino 2006, è uno di questi. Parliamo, infatti, di un impianto da oltre 50 mila posti realizzato appositamente per poter ospitare le partite della Coppa del mondo di trent’anni fa, un evento per molti rimasto storico e unico.
Questo stadio, fortemente voluto dall’ex numero 1 della FIGC Antonio Matarrese, fu non solo protagonista di tanti match importanti a livello internazionale ma anche dell’esordio di un certo Antonio Cassano. Il talento barese classe 1982 segnò lì il suo primo goal all’esordio in Serie A contro l’Inter, una delle squadre italiane con più opzioni di andare in fondo in Europa secondo le attuali quote sulla UEFA Champions League disponibili adesso. Nei suoi primi anni, tuttavia, l’impianto barese dedicato al santo patrono della città e progettato dall’illustre architetto Renzo Piano fu il principale scenario di tantissime altre partite molto importanti e di respiro internazionale. In primis, va ricordata la finale del terzo e quarto posto dei mondiali del ’90 tra Italia e Inghilterra, match nel quale gli azzurri si imposero a fatica per 2-1 grazie ai goal di Roberto Baggio e Salvatore Schillaci, che, segnando su rigore, divenne il capocannoniere della competizione. Quell’incontro, una consolazione per una nazionale che veniva dalla cocente eliminazione in semifinale contro l’Argentina al San Paolo di Napoli, vide lo stadio pugliese riempirsi in ogni ordine di posti e diede l’inizio a una serie di grandi incontri disputati in questo catino.
Tuttavia, l’evento per il quale questo stadio è ancora oggi ricordato anche fuori dall’Italia è senza dubbio la finale della Coppa dei Campioni dell’annata 1990-91. In quell’occasione a Bari si sfidarono la Stella Rossa di Belgrado e l’Olympique Marsiglia, due compagini che non erano mai arrivate a quell’appuntamento così importante. Era l’anno in cui la guerra dei Balcani stava per esplodere e la Stella, squadra di Belgrado, si sarebbe poi frammentata subito dopo. La storia volle, dunque, che fossero proprio gli ospiti a imporsi in uno scontro equilibrato che si concluse sullo 0-0 fino anche dopo i tempi supplementari. La squadra allora allenata da Ljupko Petrovic ebbe la meglio su quella di Raymond Goethals grazie alla freddezza dei suoi tiratori, i quali segnarono tutti i cinque tiri dal dischetto a disposizione, mentre per i francesi fu fatale l’errore in avvio di sessione del difensore Amoros.
Casa del Bari dalla stagione 1990-91, il San Nicola è oggigiorno uno stadio che vive delle imprese del passato e che spera di trovare quanto prima il pubblico delle grandi occasioni. La società presieduta da Luigi De Laurentiis, è attualmente in rampa di lancio in Serie C, e proverà quanto prima a ridare al capoluogo pugliese le emozioni del grande calcio.









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