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Consiglio Regionale, oggi la prima seduta. Intanto De Santis ricorre al Tar contro la sua esclusione

Torna a riunirsi quest’oggi il Consiglio Regionale Pugliese, tra lungaggini nei controlli e non senza polemiche. Ed anche con il ricorso al Tar di Domenico De Santis, candidato del Pd in Provincia di Bari che, in un primo tempo considerato tra gli eletti, si è visto “sfilare” il suo seggio attribuito dalla Corta di Appello ad un’altra provincia.

Ad annunciarlo con un post sui social è lo stesso De Santis.

“Ho presentato ricorso al Tar contestando l’attribuzione dei seggi dell’Ufficio elettorale della Corte di Appello di Bari.In queste settimane ho ragionato molto sul da farsi, non amo le controversie, i ricorsi e i controricorsi. Per me la politica è lotta alle diseguaglianze, è conflitto sociale, è emancipazione, è l’arte di unire persone con idee diverse per il bene comune. Mai avrei immaginato di dover difendere la rappresentanza democratica in un’aula di tribunale. Siete voi, con il vostro affetto, con la vostra fiducia e con l’incoraggiamento che mi avete spinto a presentare questo ricorso”.

“Sono il settimo consigliere più votato di tutti i candidati eletti e non in Consiglio. Ho dovuto rispondere innanzi tutto ai cittadini e agli amici che mi hanno scelto per essere la loro voce in Regione.In attesa della decisione del Tar continuerò ad impegnarmi per il nostro territorio. L’elezione in Consiglio Regionale per me non significa occupare una “poltrona” ma mettermi al servizio delle cittadine e dei cittadini della nostra regione. Senza distinzioni, come ho sempre fatto. E come continuerò sempre a fare”.

15190 elettori, secondo De Santis, “non bastano, secondo l’ufficio della Corte, ad eleggere un consigliere Regionale. SIC! Non la pensano così i miei amici e legali Pierluigi Balducci, Pietro Augusto De Nicolo e il prof. Saverio Sticchi Damiani, i quali hanno rilevato diversi errori dell’ufficio centrale regionale che hanno portato all’esclusione dal Consiglio. In particolare sono due i punti su cui si chiede la revisione della decisione dei giudici: l’errato scorrimento della graduatoria delle circoscrizioni per l’assegnazione dei seggi con i voti residuati per cui, in sede di attribuzione dei seggi con i voti residuati relativi alla parte maggioritaria, sono state erroneamente riconteggiate le circoscrizioni Bat e Taranto per le quali già erano stati attribuiti i seggi per i resti della parte proporzionale; l’errata considerazione da parte dell’ufficio centrale regionale dei voti attribuiti alle liste sotto soglia, che non avevano superato lo sbarramento del 4%, nella determinazione della cifra elettorale delle coalizioni in sede di attribuzione dei seggi nella parte maggioritaria”.
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Redazione
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