Dopo 45 anni di volontariato, l’associazione donatori sangue di Carbonara, ha dovuto lasciare la propria sede, per fare spazio al centro territoriale USCA COVID 19 (Unità Speciali di Continuità Assistenziali).
Nessuna regione era preparata a fronteggiare una pandemia come quella che stiamo vivendo in questo periodo, tantomeno la Regione Puglia che, come hanno fatto le altre regioni italiane, ha rispettato l’art. 8 del D.L. 14/2020 con il quale è stata istituita l’USCA, e ha dovuto adeguarsi entro il 20 marzo 2020.
Le Regioni, ogni 50.000 abitanti, devono prevedere una unità speciale per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero.
A causa dell’emergenza COVID-19 e in ottemperanza al D.L. 14/2020, la ASL Bari, ha cercato dei locali da destinare all’USCA e ad avere la peggio, è stata la storica associazione dei donatori sangue di Carbonara.
L’Opera Pia Di Venere, ha chiesto alla Federazione Italiana Associazioni Donatori Sangue sez. di Carbonara, la restituzione dei locali di sua proprietà, per fronteggiare con urgenza l’epidemia.
La presidente dell’associazione Maria Pia Favia, raggiunta da una telefonata è stata invitata a passare dalla loro sede.
Arrivata sul posta, la “sorpresa”: sfratto esecutivo immediato per fare posto all’USCA territoriale.
“Dopo 45 anni di attività associativa svolta in silenzio, gratuitamente, volontariamente e sempre a stretto contatto e al servizio dei centri trasfusionali affinché il sangue, ricordiamolo ‘medicina salvavita’, venisse garantito a tutti i malati per avere… questo ben servito” dichiara rammaricata la dottoressa Favia.
E ancora: “Certo che lasceremo la sede vista la necessita e l’ urgenza che il maledetto COVID ci impone. Lo faremo per il bene di tutta la comunità per la quale abbiamo sempre operato con grande dignità ma lasciateci la possibilità di continuare a fare opera di sensibilizzazione al dono del sangue in un’altra sede per il bene di tutti!”.
L’appello è rivolto a tutte le istituzioni di qualsiasi livello. Dal municipio alla regione.
Anche il signor Vito Laterza, storico componente della FIDAS è molto dispiaciuto: ”Avevamo un contrato di comodato d’uso e in cambio abbiamo offerto diversi servizi.
La pulizia dei giardini antistante la sede, diverse attività con gli anziani ospiti dell’Opera Pia e altro ancora”.
“Abbiamo una media di tre donazioni al giorno, prosegue Laterza. Ogni anno superiamo le mille donazione. Tutto grazie all’impegno e al lavoro che svolgiamo da 45 anni”.
Provvisoriamente, l’Opera Pia Di Venere ha concesso all’associazione una piccola stanza. Lo spazio per una scrivania e qualche sedia, mentre tutto l’archivio è stato depositato in un seminterrato e il rischio maggiore è che questo patrimoni di documenti, vada disperso.
“È successo tutto in fretta e la velocità della questa richiesta, non ci ha permesso di trovare un’alternativa valida” conclude Vito Laterza.
Sui social, non sono mancati i commenti della gente delusa da questa vicenda. Fra i tanti spicca quello del signor Corrado: “Le associazioni di volontariato vengono elogiate a parole dai POLITICANTI, ma poi in questi casi non ci pensano 2 volte per darti lo sfratto”.











