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Il 25 dicembre 1939 andava in onda per la prima volta “A Christmas Carol” di Charles Dickens

Mentre in Europa scoppiava la Seconda Guerra Mondiale, il 25 dicembre del 1939 negli Stati Uniti venne letto per la prima volta alla CBS radio il racconto A Christmas Carol (Canto di Natale) di Charles Dickens. La conduzione avvenne con la regia di Orson Welles e con il grande Lionel Barrymore nel ruolo del protagonista Ebenezer Scrooge. La trasmissione, che riscosse molto successo, diede vita inseguito ad altre riproduzioni radiofoniche e cinematografiche che hanno contribuito a rendere il romanzo uno dei capolavori più popolari e commoventi sul Natale nel mondo.

Ricordiamo che il racconto, pubblicato a Londra nel 1843 dalla casa editrice Chapman and Hall, in edizione di lusso, con una rilegatura rigida di velluto rosso a bordi dorati e con le illustrazioni del grande vignettista rivoluzionario, John Leech, aveva venduto il giorno del 24 dicembre più di 6.000 copie, compiendo un vero e proprio record di vendite nonostante il libro fosse uscito solo da pochi giorni. Attraverso l’impianto della classica fiaba in stile gotico e allegorico, Dickens narra, da un punto di vista esterno, la conversione del vecchio e avaro Ebenezer Scrooge, visitato nella notte di Natale da tre spiriti: il Natale del passato, del presente e del futuro. Dopo la visita dei fantasmi del Natale, la storia si conclude con un lieto fine, il protagonista impara ad apprezzare le piccole cose e nella sua anima entra, dopo una profonda analisi interiore, l’amore e la felicità.

La vicenda, oltre a presentare un’ importante morale contro ogni ipocrisia ed egoismo legato alle ricchezze e agli interessi personali degli individui, presenta anche una forte critica sociale che ha segnato la storia della letteratura inglese. Nella narrazione, anche se irreale, entrano fatti storici rilevanti come la rivoluzione industriale in Inghilterra, il ceto borghese come potenza principale e la condizione delle persone povere, costrette a lavorare in  sfruttamento per la borghesia. L’autore, infatti, vede nella classe media la  parte di quella società interessata unicamente agli affari, che sfrutta in continuazione ed è incapace di godere della vita. Ed è proprio per questo che Dickens si rivolge alla borghesia invitandola a dare una svolta alla loro vita e, di conseguenza, a tutta la società.

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Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

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