HomeLife&StyleOnlyFans e la rivoluzione del narcisismo digitale

OnlyFans e la rivoluzione del narcisismo digitale

Inizialmente ideato per stripper e pornostar che volessero condividere foto e video a pagamento senza l’intermediazione delle agenzie. Il servizio è molto semplice, una piattaforma come Instagram, un social, che però monetizza i contenuti attraverso un abbonamento mensile – stabilito dal creatore del proprio canale, riconoscendo una parcella al gestore di circa il 12/20%. La società ha sede a Londra, ed è la Fenix International Limited.

Da maggio 2020 OnlyFans ha 30 milioni di utenti registrati e afferma di aver pagato 725 milioni di dollari ai creatori di contenuti, che sono all’incirca 450mila. Il CEO Tim Stokely ha dichiarato a Buzzfeed News: “Il sito sta avendo circa 200.000 nuovi utenti ogni 24 ore e da 7.000 a 8.000 nuovi creatori ogni giorno”. Inoltre è stata annunciata una partnership con la Demon Time Social Media per creare un night club virtuale.

Utilizzato principalmente da dilettanti, modelli, e come dicevamo prima pornografici professionali, con il lockdown il mercato si è allargato a chef, guru del fitness, musicisti, ecc. L’ennesimo passo che sdogana il self-publishing in ogni campo, da quello editoriale agli Youtuber, Influencer. Sicuramente un exploit del narcisismo digitale, o meglio, l’amplificazione di un lato che – evidentemente – avevamo in noi e aspettava soltanto l’occasione per uscire.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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