La Puglia resterà anche per i prossimi 15 giorni in zona arancione. Questo sarà l’esito del monitoraggio sull’andamento dei dati sulla pandemia che verranno vagliati dal Comitato Tecnico Scientifico e che verranno cristallizzati nell’ordinanza del Ministero della Saluta che stabilirà le fasce per le regioni italiane a partire da domenica prossimo.
Ha esternato soddisfazione dall’esito dell’analisi il presidente della Giunta Regionale Michele Emiliano.
“Sono contento che la Puglia rimanga arancione, che secondo me è il posizionamento più giusto – ha detto il presidente Michele Emiliano rispondendo alle domande – ho sempre sostenuto che dovrebbe essere il posizionamento di tutta l’Italia. Sebbene abbia un costo rilevante per alcune categorie che vanno ristorate, penso sia il modo migliore per tenere a bada la curva epidemiologica. Le regioni non hanno più poteri per abbassare le curve di contagio. Noi ci limitiamo a portare i feriti in ospedale, perché il Governo ha il totale potere su tutte le manovre che servono ad abbassare la curva”.
“Mi auguro – ha detot parlando questa mattina ad alcuni studenti di Andria – che la Puglia non diventi gialla in questa fase anche perché ci troviamo di fronte alle cosiddette varianti del covid, come quella inglese, che hanno una percentuale maggiore di velocità e pericolosità”.
Una presa di posizione che però non trova l’approvazione di Fratelli d’Italia, con forti dichiarazioni rilasciate dal suo capogruppo Ignazio Zullo.
“Il Veneto, la Liguria e il Lazio da domenica, 31 gennaio, potrebbero passare nella zona gialla. La Puglia resterà arancione – con tutte le restrizioni previste – almeno fino al 15 febbraio”.
“Ora – sottolinea Zullo – un Presidente di Regione coscienzioso chiederebbe scusa ai pugliesi, perché se i ristoranti e i bar restano chiusi, se non ci si potrà ancora muovere da un Comune ad un altro (se non per determinati motivi), è per colpa del sistema sanitario pugliese. Di chi non è in grado di organizzare e gestire questa seconda fase della pandemia: essere in arancione è infatti un fallimento delle politiche di prevenzione e di assistenza primaria. Ma Michele Emiliano è contento. Si augura di non aprire le attività di ristorazione? Di tenere bloccati i cittadini nei propri Comuni? Perché lui – e non altri governatori, compreso il suo amico Nicola Zingaretti – non riesce a tenere a bada la curva dei contagi? L’unica speranza è che prima o poi arrivi qualcuno e ci dica: tranquilli siete su scherzi a parte! Perché se le parole di Emiliano sono dette in maniera seria, allora la situazione è più grave di quella prospettata nella nostra richiesta di commissariamento della gestione Covid”.











