Aspettando il Trattamento di fine servizio e anche tanto. Devono infatti attendere diversi mesi dopo essere andati in quiescenza i pensionati del settore pubblico e statale per ricevere il TFS, ovvero la cosiddetta “liquidazione”. Questa lunga attesa ha subito, per giunta, un prolungamento, anche sino a 72 mesi, dalla introduzione riforma “Monti-Fornero” e successivamente da “Quota100”.
Sul tema è intervenuto il Governo di concerto con INPS, anche a seguito delle proteste e i malumori di centinaia di migliaia di pensionati che si vedevano negato un loro diritto, con il DCPM n.51 del 22/04/2020 che fa seguito al DL 4/2019, e ha introdotto una legge che consente di ottenere il finanziamento per l’anticipo del TFS fino a 45.000 euro ad un tasso agevolato particolarmente vantaggioso, in quanto è previsto un fondo di garanzia pubblico a tutela degli istituti di credito che erogano il finanziamento in ottemperanza a tale disposizione.
Il tasso è dato dalla somma di uno spread pari allo 0,40% più il rendistato che in questo momento ha valore negativo. In parole semplici attualmente un pensionato può ottenere 45.000 euro ad un tasso annuo dello 0,40%.
Ovviamente i tassi particolarmente agevolati hanno, di fatto, scoraggiato gli istituti bancari ad aderire all’Accordo Quadro sottoscritto tra Ministeri, INPS e ABI. Fatti due conti, in molte si sono tirate indietro.
Dal sito della Funzione pubblica si evince che sono solo una decina gli istituti che hanno sottoscritto il protocollo Abi. Nessuno dei grandi gruppi e nessuno tra Puglia, Basilicata e Calabria. La cosa complica non poco la vita dei neo pensionati che vorrebbero giustamente appropriarsi della propria liquidazioni in tempi ragionevoli. In molti si sono messi in auto per veri e propri viaggi della speranza verso uno sportello bancario in altra regione per ottenere il tanto agognato anticipo e tal volta questo viaggio non è neanche servito a raggiungere l’obbiettivo.
Ma chi può richiedere l’anticipo TFS?
Innanzitutto è importante definire la platea di chi può richiedere tale agevolazione. Si tratta di ex pubblico dipendente – cessato dal servizio alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e il personale degli enti pubblici di ricerca – rientranti nei casi di pensionamento tramite Quota 100, pensione anticipata o di vecchiaia. L’interessato dovrà richiedere all’Ente erogatore del TFS/TFR la certificazione del diritto all’anticipazione. Il richiedente, ottenuta la certificazione, potrà quindi recarsi ad una banca aderente all’Accordo per presentare la domanda di anticipo del TFS/TFR.
Ed è qui che le cose si complicano.
Sfruttando questa lacuna una giovane imprenditrice barese, trapiantata a Venosa, Marinella Dal Sasso, ha realizzato tfsturbo.com, una piattaforma online che consente a chiunque in tutta Italia di poter aprire una pratica di richiesta anticipazione tfs.
L’abbiamo contattata telefonicamente per capire meglio la situazione.
Marinella, come è nata la sua idea di realizzare un portale specifico per le anticipazioni di TFS?

“Sono da anni un agente in Attività finanziaria e ormai conosco questo settore. Due anni fa, ho previsto anticipatamente che sarebbe sorta l’esigenza di questo prodotto finanziario e ho seguito tutto l’iter legislativo per essere pronta al momento giusto. Quando poi ho visto l’Accordo quadro con Ministeri di Finanze e Lavoro con ABI e INPS ho intuito che questa bella opportunità non sarebbe convenuta a tutti gli istituti bancari e ho pensato al disagio per migliaia di pensionati. A quel punto è stato per me naturale pensare che con le moderne tecnologie si possono accorciare le distanze e venire incontro alle esigenze di chi non ha la fortuna di avere vicino casa lo sportello bancario giusto. Collaboro da tempo con Italcredi SpA società del gruppo La Cassa di Ravenna che è una delle poche banche che hanno aderito all’Accordo“.
Quindi la soluzione era già in casa sua…
“Esatto. Dovevo solo realizzare una piattaforma web che consentisse all’utente di accedere al servizio nella maniera più semplice e riducendo a zero le distanze“.
Quindi tramite questo portale è possibile accedere al finanziamento a tasso agevolato, da casa?
“Non solo da casa, aggiungerei da qualsiasi città d’Italia, anche e soprattutto quelle ove non è presente una filiale della Cassa di Ravenna. Che in periodo di covid è una gran cosa per i pensionati che sono anche una delle fasce più fragili da questo punto di vista“.
Insomma un esempio di autoimprenditorialità femminile interessante…
“Grazie. Con questo portale voglio lanciare anche un messaggio di fiducia e di speranza a tutte le donne imprenditrici del Sud. Infatti, sebbene io sia di Bari, la mia sede è a Venosa in provincia di Potenza, una città di appena 11.000 abitanti. Con questo progetto ho voluto dimostrare che investendo in internet e nelle nuove tecnologie è possibile ottenere risultati straordinari anche vivendo in piccoli centri. Il progetto, inoltre, è stato interamente autofinanziato senza contributi pubblici.”











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