Due giorni di riunioni e discussioni per un progetto di sviluppo complessivo della Puglia grazie anche all’arrivo dei fondi europei del Recovery Fund. Ieri se ne è parlato in videoconferenza con le associazioni datoriali di categoria su “Nuova programmazione e Next generation”. E questa mattina si è tenuto un tavolo istituzionale circa lo stato dell’arte, informando il Consiglio Regionale di come il Governo pugliese si sta muovendo.
Raffaele Piemontese (Assessore al bilancio) ha informato i partecipanti al tavolo istituzionale circa lo stato dell’arte, confermando che la Regione, ad oggi, si è attenuta a quanto il Governo nazionale ha proposto in tema di Recovery Plan, trasmettendo a Roma lo scorso ottobre, quando ancora non era in carica l’attuale esecutivo regionale, le schede progettuali di tutti gli interventi infrastrutturali giacenti.
Progetti per un importo stimato in circa 19 miliardi di euro. L’assessore Piemontese escludendo che qualsiasi Regione potrà mai ricevere finanziamenti così cospicui, ha poi precisato che nessuna interlocuzione è seguita alla richiesta di trasmissione e che quella attuale “è una fase del tutto embrionale del Recovery plan, nonostante i tempi stringano. Ma siamo alla vigilia della nascita di un nuovo governo al quale abbiamo comunque dimostrato una capacità progettuale fuori dal comune”.
Massimilliano Stellato (capogruppo Popolari per Emiliano) ha posto il problema della definizione delle priorità e soprattutto della verifica della fattibilità, sottolineando quanto poco tempo ci sia per la scadenza del 23 aprile.
Davide Bellomo (capogruppo Lega) ha sollecitato ad una visione più ampia della capacità sino ad ora dimostrata. Salto di qualità e di immaginazione per interventi capaci di inseguire lo sviluppo e l’evoluzione, in grado di innovarsi con il trascorrere del tempo.
Ignazio Zullo (capogruppo FdI) apprezzando l’iniziativa “in linea con la proposta di cabina di regia da noi avanzata ad inizio di legislatura”, ha indicato come sostenibili quei progetti capaci di assicurare l’interconnessione in una rete nazionale.
Anche da Paolo Pagliaro (capogruppo La Puglia domani) parole di apprezzamento per l’iniziativa promossa dalla presidente Capone e la richiesta di superare il “difetto di fondo di concentrare le risorse più cospicue esclusivamente nel capoluogo”, riscontrato nelle schede progettuali trasmesse a Roma dal governo regionale.
Paolo Dell’Erba (Misto) ha sostenuto la necessità che il Mezzogiorno tragga il massimo dei benefici possibili dal Recovery Fund in modo da superare l’isolamento infrastrutturale oggi considerata come limite insuperabile per lo sviluppo.
Stefano Lacatena (capogruppo FI) ha giudicato favorevolmente la centralità assicurata dalla presidente Capone all’azione del Consiglio perché “la Regione deve essere sempre pronta se Roma dovesse chiamare, anche se il governo non c’è” ed ha individuato nell’innovazione e digitalizzazione, nella transazione energetica e nell’inclusione sociale i temi portanti del Recovery pugliese.
Donato Metallo, presidente della VI Commissione (Politiche Comunitarie), considera prioritario recuperare le risorse contenute nel Fondo di coesione riportandole nella disponibilità delle regioni meridionali ed ha invitato ad avviare un lavoro di conoscenza dei territori e delle relazione con i comuni per “mettere al centro il Sud che si ripensa”.
Filippo Caracciolo (capogruppo PD) ha espresso il compiacimento alla presidente Capone per l’intuizione di un tavolo tra partiti protagonisti “non di una sfida elettorale, ma per una Puglia declinata al futuro”. Rivendicando al governo regionale il successo quale regione protagonista nella capacità di spesa nei POR, ha individuato il futuro traguardo, la conquista per la Puglia del ruolo di guida tra le regioni del Mezzogiorno.
Gianfranco Lopane (capogruppo Con Emiliano) ha invitato ad entrare nei dettagli delle cose da fare considerando una semplice traccia la progettualità contenuta nelle schede inviate al Governo ed ha ammonito ad individuare con assoluta certezza solo quelle opere non solo immediatamente cantierabili, ma la cui spesa complessiva possa essere conclusa entro il termine del 2026.











