Proseguono a Bari gli incontri del tavolo istituzionale su Next Generation UE e Recovery Fund, con i rappresentanti del Consiglio Regionale impegnati ad incontrare i rappresentanti delle parti sociali (oggi era il turno dei sindacati) per cercare di arrivare a proposte condivise per il rilancio dell’economia pugliese all’indomani dell’arrivo dei fondi europei straordinari messi a disposizione dei singoli stati.
A margine della seconda sessione dei lavori, svoltasi questa mattina, ha parlato il presidente del Consiglio regionale Loredana Capone.
“La Puglia che partecipa è la Puglia che abbiamo voluto e per cui continueremo a batterci, ancora di più se di mezzo ci sono risorse e futuro. Per questo abbiamo deciso, come Consiglio regionale, di sollecitare al massimo il confronto con i territori e con tutte le forze sociali ed economiche che lo rappresentano e lo compongono. Tavoli interistituzionali che vedono a lavoro insieme maggioranza e opposizione, perché le diverse visioni non sono qualcosa di negativo ma anche un’occasione per aggiungere valore, e perché discutere in sede di confronto piuttosto che di conflitto è molto più costruttivo.
Già nella prima riunione era emersa, infatti, da tutte le parti politiche la volontà di fare sintesi sulle priorità perché ci sia una svolta che tenga conto certamente delle risorse ma anche e soprattutto della missione, dell’obiettivo. La Puglia è una delle regioni più importanti del Mediterraneo, in questi anni ha stabilito rapporti commerciali ambiziosi e solidi con gli altri Paesi, utilizzato la maggior parte dei fondi europei investendo su alcune di quelle che oggi rappresentano vere e proprie direttrici di sviluppo per l’UE: dalla ricerca all’innovazione, alla digitalizzazione, alla cultura, al turismo. Tutto questo perché ci siamo messi in ascolto, perché abbiamo lavorato in rete, con i territori e le Istituzioni locali.
E, allora, il nostro supporto non dovrà essere quello del burocrate di turno. Ciò su cui il Consiglio regionale può davvero fare la differenza è farsi carico della pluralità di voci e bisogni del territorio pugliese per individuare, tutti insieme, quelle priorità che costruiranno l’anima stessa del Piano.
Non sappiamo ancora quale sarà il ruolo delle Regioni nell’uso dei fondi del Next Generation Eu ma una cosa è certa: se non dovessimo essere chiamate a fare le nostre proposte al nuovo Governo, saremo comunque pronte a intervenire sulle priorità intercettando al meglio i fondi della nuova programmazione europea.
In ogni caso 249 miliardi sono un’occasione straordinaria e unica per l’Italia, una sfida da giocarsi da Bolzano a Santa Maria di Leuca. Anche perché si tratta di fondi che il nostro Paese prende in prestito dai nostri figli e dai nostri nipoti e verso i quali da oggi grava l’obbligo di un futuro migliore di quello che possiamo offrire oggi. Per questo abbiamo voluto avviare anche un confronto con i presidenti dei Consigli regionali delle altre regioni del Sud, perché l’unione fa la forza e perché il Sud merita riscatto”.
Il tavolo ha aggiornato i lavori a martedì 16 febbraio, con l’audizione dei rappresentanti delle organizzazioni datoriali.











