Influencer, attori, cantanti, giornalisti… sono tutti pazzi per Clubhouse. Ma che cos’è? Clubhouse innanzitutto non lo si può classificare come un social network nel senso più classico del termine, in quanto i suoi contenuti non sono fatti per essere diffusi e condivisi. Inoltre, a differenza dei più noti Facebook, Instagram, TikTok o Twitch, questo social basa tutto sull’audio, sulla conversazione, anziché sul video o l’immagine.
Infatti, in Clubhouse non ci sono immagini ma solo audio: gli utenti entrano in stanze tematiche e se vogliono partecipare possono registrare messaggi vocali in diretta per condividere il proprio pensiero. Per prendere la parola è sufficiente alzare (virtualmente) la mano per chiedere al moderatore di poter intervenire. Altrimenti, si può semplicemente ascoltare. Non ci sono dunque messaggi scritti, video o foto, e non si possono diffondere o scaricare i contenuti audio prodotti. Una volta chiusa la stanza si perde tutto.
È presto detto dunque quale sia la vera novità che l’ha reso così popolare: il fatto che sia un social non basato sull’immagine, e che quindi permette a chiunque di diventare “popolare” facendo ascoltare la propria voce.
Un’altra peculiarità è che si entra solo su “invito” da parte di qualcuno che è già un utente Clubhouse. Inoltre, al momento possono scaricare questa App solo coloro i quali possiedono un dispositivo Apple. Lo si può dunque definire un social quasi esclusivo, anziché inclusivo.
L’altro fattore che l’ha reso così famoso è che, come tutti i social, è piaciuto molto alle celebrities. Per cui sovente accade che ci si ritrovi a chiacchierare direttamente con dei personaggi famosi.
Al momento Clubhouse è scaricabile solo dai dispositivi Apple, ma i proprietari di Clubhouse hanno garantito che nel breve periodo sarà disponibile per tutti. E chi sa se l’assenza di contenuti visivi si rivelerà proprio la chiave del successo duraturo di Clubhouse, o se sarà solamente una moda passeggera.




















