HomeCulturaTeatri vuoti, Andrea Cramarossa: “Il nostro settore ha bisogno di risposte sagge”

Teatri vuoti, Andrea Cramarossa: “Il nostro settore ha bisogno di risposte sagge”

Dopo un anno dall’inizio della pandemia, tantissimi sono gli operatori dello spettacolo che continuano a vivere in una condizione di profonda precarietà, disoccupazione e assenza totale di prospettive. E a fronte dei dati SIAE, che raccoglie in Puglia dati drammatici (-70,3% della spesa del pubblico nel primo semestre del 2020 rispetto al 2019), da più parti si rileva come non sia più sufficiente parlare solo di riaperture, ma occorre mettere al centro dell’agenda politica la valorizzazione dell’intero settore.

Il settore dello spettacolo dal vivo ha, per sua natura, un aspetto dinamico che vede la messa in scena solo alla fine di un lungo processo di formazione e di ricerca da parte di tutti gli operatori. In Italia, anche da prima del Covid, manca una riforma strutturale in grado di tutelare gli aspetti occupazionali dei lavoratori dello spettacolo. Il teatro è un bene comune, prezioso per l’arricchimento culturale del nostro Paese e la sua chiusura ha generato una crisi profonda che colpisce i lavoratori, gli spettatori e l’intera società.

Andrea Cramarossa, attore, regista e scrittore italiano, fondatore a Bari del Teatro delle Bambole, ci racconta la sua storia e il nuovo progetto di ricerca basato sul recupero dell’ascolto: “Con il Covid abbiamo dovuto fare i conti con una situazione nuova e devastante. – dice – Sicuramente i sussidi per i lavoratori dello spettacolo e per le altre categorie sono stati fondamentali, perché ci hanno permesso di andare avanti. Gli aiuti economici hanno aiutato molti di noi a sopravvivere in un periodo in cui non potevamo fare più spettacoli né laboratori teatrali. Ci siamo trovati da un giorno all’altro senza poter lavorare. Il lavoro dello spettacolo dal vivo è molto dinamico, dalle prove, ai laboratori, alle tournée ed è per questo che non possiamo pensare allo smartworking del teatro. La crisi economica e i problemi sociali determinati dalle chiusure hanno portato alla luce una serie di difficoltà che c’erano prima della pandemia nel nostro settore, uno stato di difficoltà determinato dalle riforme nell’ambito della cultura, ma anche dello spettacolo dal vivo che seguono principi capitalistici legati al consumo, non solo nel nostro settore, ma in tutto ciò che riguarda la reciprocità delle persone”.

Nonostante la Regione Puglia abbia promosso vari provvedimenti, ciò non basta a conferire una tutela per tutti i lavoratori che devono vivere con sussidi insufficienti e dedicarsi ad altro per sopravvivere. “Con la Regione attualmente siamo in dialogo – prosegue Cramarossa – ma nonostante abbia approvato dei provvedimenti a sostegno della categoria, finora ha coperto solo una piccola parte dei lavoratori della spettacolo. Riteniamo che la maggior parte dei lavoratori siano rimasti ancora scoperti. Siamo in attesa che qualcosa cambi. Il punto va visto dal principio, il nostro settore ha bisogno di una risposta saggia e sapiente, non una riforma basata su parametri che nel nostro campo non vanno bene, perché il nostro lavoro per sua natura ha un andamento dinamico, intermittente e di lunga formazione. Gli attori si formano continuamente, hanno bisogno di formarsi e guai se non lo facessero. Inoltre sarebbe interessante iniziare a considerare il teatro come una vera e propria professione”.

L’impossibilità di fare spettacolo dal vivo ha portato il gruppo di ricerca del Teatro delle Bambole a lavorare su un nuovo percorso sperimentale, in collaborazione con Radio Madonnellenberg, web radio dell’associazione Punti Cospicui con l’obiettivo di offrire  un’esperienza nuova legata al recupero dell’ascolto: “In questo momento non possiamo fare teatro, continuiamo a studiare e a fare ricerca, ma  purtroppo non possiamo continuare ad andare in scena, perché per fare teatro bisogna avere un pubblico. Questa mancanza ha portato a cimentarmi in qualcosa di nuovo, studiare nuovi progetti che magari prima non avrei avuto occasione di approfondire, aprendomi a nuove possibilità. In questa situazione difficile l’adattamento del teatro e dell’arte con internet non funziona, ma possiamo scoprire nuove possibilità. Ci dispiace non poter riprendere i laboratori dal vivo, perché erano un momento esperienziale molto forte di condivisione e di ricerche che abbiamo fatto in teatro. Da poco stiamo iniziando un nuovo percorso sperimentale  autofinanziato, chiamato web dramma che non ha niente a che fare con il teatro, ma è una ricerca all’interno di questo meccanismo virtuale che mette in relazione le nostre indagini. Abbiamo fatto uno studio sui radiogrammi e attualmente su radio Madonnellenberg, stiamo mandando in onda delle puntate di Canterbury Radio Tales. Questo progetto ci sta dando molta soddisfazione, perché ci sta portando buoni ascolti, recuperando l’abitudine, ormai da troppo tempo persa, legata all’ascolto”.

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Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

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