Il mercato del lavoro vive in gergo economico un’isteresi. Ovvero l’incapacità dopo aver subito shock di tornare nel breve periodo ai pregressi livelli occupazionali. In un contesto particolarmente lungo come l’anno ormai trascorso, con le attività ridotte all’osso e il lavoro a singhiozzo, è impensabile togliere dall’oggi al domani gli ammortizzatori sociali straordinari e le salvaguardie lavorative, senza pesanti ripercussioni.
Le perdite strutturali di clientela, commesse, fatturati, per la stragrande maggioranza delle imprese, farà sì che piano piano molte figure professionali lasceranno il loro impiego. Secondo un’analisi Istat – Anpal fatta per Bruno Anastasia de lavoce.info, i licenziamenti evitati in questo anno sono stati 200-300mila. Per la UIL invece siamo ad almeno 350mila posti di lavoro salvati.
Le PMI subiranno il deflusso più incontrollato di unità lavorative e ovviamente non avverrà tutto simultaneamente, quindi per avere una mappa precisa di questa ecatombe impiegatizia sarà necessario aspettare mesi. Chiaro che non possiamo chiedere ulteriori sacrifici alle aziende già stremate, e non possiamo nemmeno imputare la responsabilità della Pandemia ai dipendenti.
Con il decreto Sostegno 2021 il blocco dei licenziamenti per motivi economici (individuale e collettivo) è stato prorogato fino al 30 giugno (per le aziende che dispongono di CIG ordinaria), e prorogato fino al 31 ottobre per le piccole imprese e terziario che dispongono soltanto di CIG in deroga. Tuttavia il divieto di licenziare non varrà nei casi di esodo volontario concordato coi sindacati, fallimento d’impresa, cessazione definitiva dell’attività.
Previsto anche un rifinanziamento della cassa integrazione Covid-19, per sospensione di alcune unità lavorative o riduzioni orarie, pari a 13 settimane tra l’01 aprile e il 30 giugno 2021 (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria – CIGO), e di 28 settimane tra l’01 aprile e il 31 dicembre 2021 (Cassa integrazione in deroga) per le piccole imprese e il terziario. La CISOA (Cassa integrazione salariale Operai Agricoli) è fruibile per 120 giorni dal’01 aprile al 31 dicembre.
Per tutto il 2021 vige la deroga sulle causali dei contratti a termine. Fermo restando il limite di 24 mesi per il lavoro a tempo determinato, il datore di lavoro può prorogare/rinnovare una sola volta per 12 mesi un dipendente senza indicare la causale ordinariamente prevista.
Il costo sociale, economico e psicologico di queste scelte, avrà ricadute sistemiche sul Paese. E nulla toglie che se nel lungo periodo l’automazione e la digitalizzazione falcidieranno irreversibilmente le possibilità lavorative per milioni di cittadini, la strada del Reddito Universale europeo diverrà sempre più concreta.











