HomePoliticaDecreto Sostegni, le misure previste per il sostegno ad imprese e lavoratori

Decreto Sostegni, le misure previste per il sostegno ad imprese e lavoratori

Sono dodici le misure previste dal decreto Sostegni per il comparto lavoro: dagli ammortizzatori sociali, Reddito d’emergenza e Reddito di cittadinanza, al sostegno delle grandi imprese, come l’ex Ilva, passando il settore aeroportuale.

Il decreto legge, con uno stanziamento di circa 32 miliardi di euro, prevede nuove misure per il sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19.

Questa mattina la Conferenza delle Regioni ha incontrato il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti per una prima valutazione del DL Sostegni. All’incontro ha preso parte l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci.

“Abbiamo ribadito alcune necessità della nostra regione; una regione il cui tessuto economico è composto da micro e piccole imprese che rischiano di scomparire e che necessitano di ristori immediati anche a fronte di enormi perdite di fatturato e di sostegni economici mai giunti perché le attività in questione non rientravano in nessun codice Ateco”.

“Tra le attività ferme – ha specificato l’assessore Delli Noci – quelle dei fieristi ambulanti, impegnati negli eventi, nelle feste patronali, in tutte quelle iniziative bloccate per via delle misure restrittive volte a contenere l’emergenza epidemiologica. Abbiamo chiesto al Ministro di prendere in considerazione la situazione di queste piccole imprese che necessitano di ristori con percentuali di copertura di gran lunga superiori a quelle previste, per consentire loro di sopravvivere dopo un anno di fermo”.

“Un’ulteriore osservazione ha riguardato – sottolinea Delli Noci – il settore del Wedding. Duecento milioni di euro previsti dal nuovo Decreto che ci auguriamo non siano ripartiti tra le regioni in base alla densità di popolazione. Non credo – e ho avuto modo di ribadirlo questa mattina – che sia questo il metodo giusto per ripartire le risorse: la Puglia vanta un settore del wedding variegato, composto da numerosissime aziende impegnate in settori diversi.  La nostra regione conta circa 19 mila matrimoni all’anno, il 10 per cento dei quali con sposi, amici e parenti in arrivo dall’estero, secondo i dati di Assoeventi, senza considerare tutti coloro che pur vivendo fuori rientrano in Puglia per celebrare il proprio matrimonio”.

Il dl ristori, nel dettaglio, contiene diverse misure emergenziali che vengono realizzate. Eccole:

Cassa integrazione Covid 

  • 13 settimane di cassa integrazione ordinaria Cigo, dal primo aprile 2021 al 30 giugno 2021, senza pagamento del contributo addizionale.;
  • 28 settimane dal primo aprile 2021 al 31 dicembre 2021 di Cassa in deroga più assegno ordinario senza pagamento del contributo addizionale;
  • 120 giorni di Cisoa (Cassa integrazione salariale operai agricoli) nel periodo compreso tra il primo aprile 2021 e il 31 dicembre 2021.

Divieto di licenziamento

Blocco dei licenziamenti individuali e collettivi fino al 30 giugno 2021. Successivamente, ma solo per i datori di lavoro che fruiscono dei trattamenti di integrazione salariale con causale COVID-19, è previsto un ulteriore blocco dei licenziamenti al 31 ottobre 2021.

Indennità per lavoratori dipendenti e autonomi

Sono riconosciute nuove indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo. In particolare, è riconosciuta, a determinate condizioni e nel rispetto di specifici requisiti, un’indennità onnicomprensiva pari a 2.400 euro ai:

  • dipendenti stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali;
  • lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali;
  • dipendenti stagionali e lavoratori in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • intermittenti;
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie iscritti alla Gestione separata con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo.

Reddito di emergenza

E’ stato rifinanziato il reddito di emergenza per tre ulteriori mensilità da marzo a maggio 2021.

Reddito di cittadinanza

Incremento dell’autorizzazione di spesa di1 miliardo di euro. Per il 2021 sospensione dell’erogazione del Rdc (in luogo della decadenza) in caso di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato, entro il limite di 10.000 euro, per la durata del contratto di lavoro e comunque non oltre i sei mesi.

Naspi

Fino al 31 dicembre 2021 l’indennità Naspi è concessa a prescindere dal requisito dei 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione ai fini della concessione della Naspi.

Lavoratori fragili

L’assenza da lavoro dei lavoratori dipendenti pubblici e privati in condizioni di particolare fragilità è equiparata al ricovero ospedaliero fino al 30 giugno 2021.

Fondo terzo settore

Incrementato il fondo Terzo settore con 100 milioni di euro per il 2021. Proroga al 31 maggio 2021 del termine per l’adeguamento alle disposizioni del Codice del terzo settore degli statuti degli enti del terzo settore.

Proroga o rinnovo di contratti a termine

Fino al 31 dicembre 2021 è possibile rinnovare o prorogare per un periodo massimo di dodici mesi e per una sola volta i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato.

Misure a sostegno del settore aeroportuale

Incremento del fondo di solidarietà del settore aeroportuale e possibilità di integrare le prestazioni di cassa integrazione salariale in deroga.

Fondo autonomi e professionisti

Previsto un incremento, pari a 1.500 milioni di euro, della dotazione finanziaria del Fondo per l’esonero dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti, che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33 per cento rispetto a quelli dell’anno 2019 (articolo 1, comma 20, della legge n. 178/2020).

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