Le ricette elettroniche dematerializzate dovrebbero decongestionare la presenza degli utenti nelle sale di aspetto dei propri medici di base, dovrebbero rendere più semplice il lavoro di qeusti ultimi, che si potrebbero maggiormaente dedicare alle visite più importanti di fatto automatizzando l’ordinaria amministrazione e per le farmacie, che non devono produrre documenti e ricevere le stesse ricette, ma trovano tutto quanto online, con meno possibilità di eventuali errori.
Il condizionale al momento è d’obblico, perchè il sistema informatico che gestisce le ricete mediche funziona a singhiozzo, e costringe molto spesso i cittadini a continui andirivieni tra farmacie e medici. Cosa che è ancor meno tollerabile quando poi sono in vigore pesanti restrizioni per il Covid.
Sulla vicenda interviene con una nota il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis.
“Il Sistema Informativo Sanitario Territoriale rappresenta la soluzione che la Regione Puglia ha adottato per implementare i processi e le attività connesse alla attuazione della ricetta dematerializzata. Svolge infatti la funzione di Sistema di Accoglienza Regionale (SAR) abilitato alla gestione delle ricette dematerializzate farmaceutiche e specialistiche”: è il testo che compare nella home page del portale dedicato a quella che doveva essere una rivoluzione, l’introduzione della ricetta telematica destinata ad archiviare quella cartacea, che avrebbe dovuto semplificare il lavoro dei medici e dei pediatri di base, e la vita dei cittadini”.
Ma per De Leinardis la stessa “è diventata invece un incubo, per gli stessi cittadini che arrivano in farmacia per ritirare i farmaci loro prescritti, presentando semplicemente il loro codice fiscale: ma il Sist risulta spesso inaccessibile, ogni giorno, come finora vanamente e quotidianamente segnalato ai vertici della sanità regionale dai farmacisti che non potendo accedere alla ricetta inviata dal medico di base direttamente al portale centralizzato per l’intera Puglia, si trovano così nell’impossibilità di procedere, tra le lamentele dell’utenza costretta a rivolgersi nuovamente al medico di riferimento, senza alcun risultato concreto nell’immediato”.
“Un’operazione dai costi ingenti che si sta rivelando fallimentare, alla luce delle continue lamentele degli addetti ai lavori e dei disagi arrecati ad un’utenza sempre più esasperata; e che deve indurre a interventi concreti non più derogabili per risolvere le criticità denunciate assumendosi la responsabilità di scelte e decisioni. Perché non possono essere sempre e solo i cittadini a pagare il prezzo di annunci di mera propaganda, che si traducono poi in cocenti delusioni e disservizi nella realtà”.











