E’ stato evitato il contrasto istituzionale tra il Governo e la Regione Puglia sulla normativa regionale che prevede l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari.
“Il Governo nazionale ha deliberato di non impugnare la legge regionale sull’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari. Sono stati smentiti, dunque, tutti i dubbi sulla competenza regionale in materia e tutte le critiche all’innovativo provvedimento, per cui risultano applicabili sia la legge regionale che quella nazionale”.
La dichiarazione è del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, commentando la decisione del Consiglio dei ministri.
“Ero abbastanza convinto della legittimità dell’iniziativa legislativa, anche confortato dal parere degli uffici legislativi del Consiglio regionale. L’argomento della difformità costituzionale è stato sollevato più volte da alcuni gruppi di operatori no-vax, come pretesto per ottenere il risultato della mancata vaccinazione e per sottrarsi all’apparato sanzionatorio”.
“Questi argomenti, sostanzialmente avversi alla prova scientifica, non hanno mai trovato seguito in Consiglio regionale, per cui ci ritroviamo a svolgere la funzione di avanguardia nazionale sul più grande rimedio di prevenzione e profilassi inventato 225 anni fa da Edward Jenner. La decisione del Consiglio dei ministri conferma, inoltre, la possibilità di coesistenza della legge regionale pugliese con il successivo decreto legge nazionale, per cui il rifiuto della vaccinazione da parte degli operatori sanitari va trattato e sanzionato ai sensi delle due discipline normative”.
Dunque resta completamente in vigore, avendo superato i dubbi legislativi, la norma che prevede sanzioni fino a 5mila euro per gli operatori sanitari che non si sono voluti vaccinare contro il Covid-19 e la legittimità di eventuali provvedimenti dell’autorità sanitaria (spostamenti e sospensioni).











