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Accoltellamento di Andria, arrestata la moglie della vittima: aveva una relazione con l’assalitore

Una torbida vicenda di tradimenti è allabase del tentato omicidio dello scorso mese di febbraio dell’entriese D.M. (classe 1972). A svelare i retroscena della brutale aggressione subita dall’uomo le indagini svolte dalla Polizia del locale Commissariato di Andria che, nel pomeriggio di sabato scorso hanno arrestato anche la moglie della vittima, I.R. (classe 1972), mentre il presunto responsabile materiale dell’aggressione, B.T. (classe 1967) si trova già da alcune settimane in custodia cautelare in carcere per rispondere all’accusa di tentato omicidio in concorso.

Le indagini hanno preso il via il 25 febbraio, quando il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Andria, una guardia particolare giurata vebbe ricoverata in gravi condizioni per le conseguenze di una ferita al collo, verosimilmente attinta da un coltello.

La vittima, dopo essere uscita di casa per recarsi al lavoro, veniva aggredita da un soggetto che, dopo essersi introdotto nella sua autovettura dal lato passeggero, dapprima lo minacciava di morte in vernacolo andriese e poi lo colpiva al collo con un coltello.
Soltanto la pronta reazione della vittima – che riusciva a disarmare il suo aggressore spingendolo fuori dall’abitacolo del veicolo – faceva in modo che l’atto non fosse portato a compimento.

Nella colluttazione la vittima scopriva il volto dell’aggressore riconoscendo B.T. che si dava a precipitosa fuga continuando a minacciarlo di morte, mentre il malcapitato rientrava nella propria abitazione dove veniva soccorso e trasportato presso il locale nosocomio, ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata.

Da una perquisizione nella casa di B.T. vennero rinvenute gli indumenti e le scarpe indossate all’atto dell’azione criminosa e che riportavano tracce ematiche. L’uomo di fronte all’evidenza confessava la sua responsabilità escludendo che ci fossero altre persone coinvolte nell’attentato.

Le ulteriori indagini (tra cui intercettazioni, analisi di materiale informatico e interrogatori) forniva significativi elementi che hanno consentito di affermare l’attivo coinvolgimento nella vicenda della moglie della vittima e hanno permesso di disvelare l’esistenza di una relazione extraconiugale tra la donna – ex badante della defunta moglie dell’esecutore materiale dell’accoltellamento – e B.T. , la quale costituiva la premessa ed il fondamento di un accordo tra i due finalizzato a liberarsi di D.M. cagionandone la morte, avendo la
donna scoperto che il coniuge disponesse di un’ingente somma di denaro di cui le aveva taciuto l’esistenza costringendola, a suo dire, ad una vita di stenti e sacrifici.

I due amanti inizialmente avevano cercato di rivolgersi a terzi da incaricare per il compimento dell’azione criminosa dietro corresponsione di una somma di denaro ma, non riuscendovi, avevano concordato che B.T. agisse in prima persona.

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