La “bellezza” gratifica i nostri sensi, e regala sempre forti e piacevoli emozioni alla nostra anima. Il concetto di bellezza, spesso riferito all’estetica umana è, altrettanto, utilizzata in tutte quelle forme espressive dell’arte, dalla musica alla poesia, al teatro, all’architettura e al meraviglioso patrimonio naturale che ci appartiene e che è più che doveroso proteggere.
L’Italia è il Paese che detiene il maggior numero di siti entrati a far parte del patrimonio mondiale “Unesco”. Sono 55 quelli riconosciuti “patrimonio dell’umanità” e 12 quelli iscritti nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale.
Ogni luogo parla di noi, ed è nostro dovere averne cura, tutelarli dai più speciali, ai minori troppo spesso dimenticati. Sono la nostra vita, il nostro passato, il nostro presente e devono sopravvivere al futuro. Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) nasce con un preciso obiettivo, quello di proteggere e salvaguardare tutte le bellezze del nostro meraviglioso Paese, valorizzarle, farle conoscere ma, soprattutto tutelarle e, in molti casi, salvarle.
Non tutti sanno che a fondare il FAI, avviando questa preziosa missione, fu Giulia Maria Crespi, spinta da Elena Croce figlia del grande filosofo Benedetto, nell’aprile del 1975, prendendo spunto dal modello del “National Trust britannico” nato nel lontano 1895 per preservare le coste, le campagne e le costruzioni di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord.
La Crespi, nata a Merate (Lecco) nel 1923 da una ricca famiglia lombarda, da cui ricevette una rigida educazione, studiò da privatista, addentrandosi presto nel mondo dell’arte e della cultura, e approfondendo quella formazione concettuale sulla “bellezza” che l’ha poi contraddistinta per tutta la vita. Dal carattere molto forte e intraprendente, creativa ed instancabile, ha sempre manifestato il suo amore per i patrimoni artistici e naturali, combattendo e superando anche quei momenti di difficoltà dettati dalla superficialità di un periodo ancora poco sensibile verso la cura dell’ambiente.
Fortemente convinta del fondamentale lavoro di squadra, il suo motto era:”chi ha avuto molto, deve dare molto”, una frase che ripeteva sempre con l’intento di stimolare e promuovere l’importanza del volontariato nella società civile.
Nel suo lodevole impegno fu cooperata da Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli, uniti dagli stessi ideali, ovvero di far conoscere e proteggere le straordinarie bellezze di cui l’Italia è ricca, tra monumenti, paesaggi, opere d’arte, siti archeologici e tanto altro. La Crespi lavorò tutti i giorni della sua vita fino all’ultimo, il 19 luglio del 2020, lasciando l’esempio e il valore indiscusso dei suoi insegnamenti sull’importanza di salvaguardare l’eredità culturale, naturale e paesaggistica dell’Italia. Un segno indelebile che continua a sopravvivere nella storia del FAI, sempre attivo su tutto il territorio italiano, e che non ha mai interrotto l’opera di informare e sensibilizzare la popolazione, affinché cooperi attivamente con buone e concrete pratiche a favore dell’ambiente e dell’immenso suo patrimonio, e a educare le future generazioni ad amare le bellezze del nostro territorio per preservarle dal declino e dal disinteresse.
Oggi il “FAI” conta oltre 210 mila iscritti, più di 500 aziende sostenitrici e ben 7.800 volontari, amanti della storia e delle bellezze dell’arte e del paesaggio.











