Soltanto due mesi fa l’emendamento che introduceva il Trattamento di Fine Mandato per i Consiglieri Regionali, prevedendo un maxiassegno di 35mila euro al termine della legislatura, è stato votato dal Consiglio Regionale. Oggi, dopo due mesi di polemiche e di dietrofront sembra che quel provvedimento non lo abbia voluto votare nessuno.
Eppure è li. Verbale alla mano. Tutti sanno che l’aula ha votato in un certo modo, in maniera più che maggioritaria. Sotto forma di emendamento nell’ultima seduta prima di andare tutti al mare (e in campagna elettorale). Unanimità lo scorso 27 luglio nel volerlo introdurre dopo una “abroga” avvenuta 12 anni fa.
Ora quell’emendamento non ha più un padre, nè padrini, nè tanto meno sostenitori. A cominciare da Michele Emiliano che prima ha nicchiato per un po’, poi resosi conto dell’evidente situazione di insofferenza ha fatto (e fatto fare) una veloce marcia indietro.
In un convulso fine settimana in giro per la Puglia, poi, sono arrivate le dichiarazioni di Enrico Letta e Giuseppe Conte che hanno “richiamato” all’ordine i propri referenti pugliesi. E poi Forza Italia. E poi Fratelli d’Italia.
Ed è probabile che il prosimo 28 settembre, giorno di Consiglio Regionale, ci possa essere una nuova unanime presa di posizione contro quell’emendamento che i 50 Consiglieri hanno già votato. Sempre che non si decida che la situazione sia talmente urgente da essere affrontata oggi stesso in Aula (anche senza la presenza di Emiliano).
Ieri a Bari il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, insieme al coordinatore regionale Marcello Gemmato, hanno presentato tre emendamenti al TFM. “Sul trattamento di fine mandato è ormai evidente che il presidente Emiliano ha giocato tutte le parti in commedia. In un momento critico come questo, segnato da crisi e pandemia che hanno messo in ginocchio i cittadini, riteniamo necessario presentare un emendamento abrogativo del TFM. Il tema del contenimento della spesa, all’improvviso tanto caro al presidente Emiliano, però deve prevedere una razionalizzazione della spesa sia a gradi. Se il TFM dei consiglieri regionali, regolarmente e democraticamente eletti, dev’essere abrogato perché tutti dobbiamo stringere la cinghia, a farlo deve essere anche, soprattutto e prima di tutto, il presidente Emiliano che quasi ogni giorno sforna una nomina, moltiplica i Consigli di Amministrazione, s’inventa poltrone che non esistono. Se la Regione deve risparmiare non ci può essere chi guarda la pagliuzza nell’occhio dei consiglieri e poi non vede la trave nei suoi”.
“Chiediamo – sottolineano – anche di abolire tutte le nomine che sono state date da Emiliano ai bocciati nelle urne, che sono stati sistemati nelle varie agenzie o come consiglieri del presidente. Quindi, il secondo emendamento che presenteremo sarà sull’abrogazione del costo delle nomine fatte con decreto del presidente Emiliano,. Dovranno essere a titolo gratuito e senza rimborso spese”.
Sulla stessa linea Antonella Laricchia (M5S): “La volontà di abrogare il TFM è un’ottima notizia, spero che agli annunci seguano finalmente i fatti e che i vecchi politici non cambino nuovamente idea. Solo quattro giorni fa, infatti, tutta la politica regionale (destra, sinistra e parte del M5S) ha votato in settima commissione contro l’abrogazione. Senza questa attenzione e mobilitazione mediatica i partiti non avrebbero provato vergogna e non avremmo risparmiato questi soldi”.











