A partire da lunedì prossimo tutti i lavoratori che sono ancora sprovvisti di Green Pass di Acciaierie Italia ex Ilva, verranno messo in cassa integrazione ordinaria e verrà disattivato loro il badge.
Una decisione che anticipa di alcuni giorni l’entrata in vigore della normativa nazionale (dal prossimo 15 ottobre) e che ha fatto scoppiare un putiferio negli ambienti sindacali tarantini.
Con una lettera, infatti, indirizzata al Prefetto di Taranto Demetrio Marino, i sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm affermano che l’ex Ilva “disattendendo a quanto previsto dal dl e dalla procedura interna, ha inviato una comunicazione ai lavoratori sprovvisti di Green Pass”.
I sindacati hanno chiesto un incontro urgente al Prefetto per discutere della questione e per cercare di fare il punto della situazione. In un primo momento, infatti, l’azienda si era detta disponibile all’effettuazione di tamponi gratuiti e costanti secondo quando disposto dalla legge nazionale per chi avesse scelto di non vaccinarsi. Cosa che invece adesso sembra essere stata accantonata come soluzione in favore della messa in cassa integrazione.
“Nonostante gli incontri svolti tra Ad’I e le organizzazioni sindacali – ricorda Domenico Gigante, segretario Provinciale UGLM – , il cui risultato si è concretizzato in un accordo che prevede l’assunzione da parte dell’azienda degli oneri di spesa per l’effettuazione del tampone ai lavoratori che per varie motivazioni, siano esse di natura medica oppure della volontà da parte del lavoratore di non sottoporsi alla vaccinazione, nella serata di ieri, 08 ottobre 2021, la stessa ha diramato comunicazione ai lavoratori non muniti di Green Pass attraverso la quale di dispone la disabilitazione del badge di ingresso ed il conseguente collocamento arbitrario in Cassa Integrazione Guadagni a partire dal prossimo lunedì 11 ottobre 2021″.
“Tale atteggiamento – sottolinea – non solo va in contrasto con il sopraccitato accordo ma soprattutto viola quanto disposto nel D.L. 127 del 21 settembre 2021, che non prevede alcun obbligo alla somministrazione del vaccino. Pertanto, la UGL Metalmeccanici Le rivolge l’invito nell’intervenire immediatamente per quanto di Sua competenza, evitando che possa essere perpetrato un illecito ai danni dei lavoratori coinvolti, attraverso l’applicazione di un atto unilaterale che è in netta contrapposizione con quando disposto da una normativa di legge”.











