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Riapertura del Gino Lisa di Foggia. Emiliano? “Solo se ci sarà una domanda”

“I voli dal Gino Lisa ci saranno se ci sarà una domanda. Foggia deve entrare nel terzo millennio e rendersi conto che gli aeroporti funzionano solo in questo caso. Quando ci sarà una domanda adeguata all’interesse delle imprese, le compagnie verranno e troveranno un aeroporto perfettamente in grado di funzionare. Se questo non avverrà vorrà dire che il mercato non richiede voli da Foggia”.

Sono queste le parole di Michele Emiliano che, in poche righe, fanno il punto della situazione sulla riapertura delle tratte aeroportuali da e per Foggia.

Una questione su cui pure è rimasta a lungo incentrata la campagna elettorale nel foggiano. Parole che hanno innescato la dura reazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis.

“Sull’aeroporto ‘Gino Lisa’, il Presidente Michele Emiliano e la sua corte hanno costruito la campagna elettorale in provincia di Foggia. Illudendo e prendendo in giro i cittadini e gli elettori, gli imprenditori e tutti gli attori istituzionali e non, che nella riapertura effettiva e operativa dello scalo foggiano vedevano e vedono l’unico possibile volano per un rilancio dell’economia e del turismo”.

“Il 16 settembre dello scorso anno – sottolinea De Leonardis – nell’immediata vigilia delle elezioni regionali, si è tenuta la celebrazione della fine dei lavori di allungamento della pista a uso e consumo di microfoni e telecamere (quella vera sarebbe arrivata mesi dopo). Ecco la sua dichiarazione testuale in quell’occasione: ‘Abbiamo concluso un’impresa che sembrava impossibile solo 4 anni fa. Non ci siamo rassegnati mai. E abbiamo fatto finalmente dell’aeroporto di Foggia un aeroporto uguale a tutti gli altri della Puglia. (…) Questo aeroporto potrà essere operativo tra poche settimane. Lo abbiamo trasformato nella base più importante della Protezione Civile italiana. Qui attorno sorgeranno imprese e tutte le attrezzature necessarie a fare di Foggia il punto di riferimento in caso di disastro di tutta l’area sud est dell’Unione Europea. E’ una roba grossa. I costi saranno ammortizzati anche dall’investimento pubblico legato alla Protezione Civile e i costi per le compagnie aeree saranno inferiori’.

Dopo le promesse, poi la realtà dei fatti è ben diversa.

“Tutte queste promesse – sostiene De Leonardis – ovviamente si sono poi sciolte come neve al sole, e basta recarsi nel deserto del ‘Gino Lisa’ per rendersene conto (con la nuova sede operativa della Protezione Civile poi inaugurata altrove). Ma un anno dopo, il 5 settembre 2021, davanti all’amico presidente dell’Albania Edi Rama, ecco un altro annuncio del Presidente con annessi effetti speciali: ‘Stiamo anche lavorando perché l’aeroporto di Foggia, che sarà un grande aeroporto ordinario con voli mi auguro di linea e turistici, sia anche la base operativa della Protezione civile italiana ed europea in tutti i Balcani, perché è evidente che nel frangente in cui ci troviamo, Puglia, Albania e Grecia sorgono in un luogo, dal punto di vista climatico, molto esposto al rischio incendi. Quindi ci auguriamo di avere sostegno dal Governo italiano e dall’Unione europea nella costruzione della base della Protezione Civile europea nel sud-est dell’Unione europea’.
Ieri è arrivata l’ultima versione”

“Un finale purtroppo annunciato (in tempi non sospetti, cioè dalla campagna elettorale, avevamo già definito ‘sceneggiate’ tutte le parate e le dichiarazioni d’intenti riguardanti l’aeroporto foggiano, sperando vanamente di essere smentiti), ma che rappresenta comunque un tradimento intollerabile. Ma per noi non finisce qui, caro Presidente”.

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Redazione
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