Per chi ascolta la sera Radio Montecarlo la sua è una voce familiare, calda e confidenziale. E’ lui che ha realizzato una ventina di cd targati “Monte Carlo Nights”, compilation graditissime dal pubblico, spesso trasmesse in sottofondo lounge nei locali di tendenza. Ed è proprio a lui che il direttore artistico del Teatro Forma Michelangelo Busco ha affidato l’inaugurazione della XI edizione di “Around Jazz”, facendo centro come al solito.
Nick the Nightfly (Malcom McDonald Charlton al secolo), inglese di Glasgow, chitarrista cresciuto ad Edimburgo, nel 1982 venne in Italia a Brescia su invito di alcuni amici. Aveva 25 anni. Da allora ha scelto il nostro Paese come seconda patria. A Milano realizza un jingle pubblicitario per Radio Montecarlo e con quella emittente comincia una proficua attività da disk jockey. Nei primi anni ’90 idea “Montecarlo Nights” e ne diventa il conduttore fisso. Il successo è tale che la trasmissione gode di ottima salute ancora oggi: è un mix di jazz, blues, world, rock, easy music di qualità. Parallelamente dal 2003 dirige il Blue Note di Milano, uno dei templi del jazz più famosi della penisola, e periodicamente lo ritroviamo in tour. Nick vive da circa 40 anni in Italia, e si è ambientato così bene che ha sposato una siciliana. Viene in Puglia con una certa frequenza: ha amici a Bisceglie e se passa da Bari (dove è stato anche in altre occasioni) non manca di far visita alla Basilica di San Nicola. Lo ha dichiarato proprio l’altra sera nel corso del concerto: e ci siamo arrivati finalmente!
Il concerto ha registrato il sold out come era prevedibile, e i soldi del biglietto sono risultati spesi bene. E’ andato tutto splendidamente, a cominciare dalla band, che di solito rappresenta un contmorno. Anzi! merita di essere presentata subito: Amedeo Ariano alla batteria, Francesco Puglisi al basso elettrico, Jerry Popolo sassofonista dalle grandi possibilità, eccellente negli assolo; poi Giuseppe Todisco (biscegliese) alla tromba, Claudio Colasazza pianista di grande esperienza, e Antonio Onorato alla chitarra, stella di prima grandezza. Presente anche una voce femminile, quella di Maggie Charlton, una delle due figlie di Nick.
Il concerto (vecchio progetto di un paio di anni fa opportuno aggiornato) si è sviluppato come una trasmissione radiofonica di RMC, con la differenza che le canzoni sono state eseguite tutte dal DJ di Glasgow. Si è stabilito d’impulso col pubblico un clima di estrema cordialità, tanto sincera quanto immediata, frutto di un atteggiamento sempre accattivante e mai ruffiano. Come il brano d’apertura, quel “Cantaloupe Island” di Herbie Hancock che gronda funky sulle note dei fiati. E come quando Nick ha spiegato da dove deriva il suo nomignolo, Nightfly (mosca della notte), ripreso dal titolo omonimo del primo album interamente digitale, inciso nel 1982 da Donald Fagen ex Steely Dan. E di quel disco Nick ha cantato “Walk Between Raidrops”, per passare poi alla celebre “Last Train Home” di Pat Metheny, eseguita da Onorato con la sua chitarra Yamaha G10 a fiato. A seguire la “Lovely Day” di Bill Withers, con la platea totalmente coinvolta nei cori; “This is not America”, un successo di David Bowie, “Gente distratta di Pino Daniele, grande amico di Nick, la delicatissima “Fragile” di Sting, “You Might Need Somebody” di Randy Crawford, superbamente interpretata da Maggie. La serata se ne ne è andata su questi toni, tra una divagazione di Nick e una raffinatezza di Maggie, tra un assolo sanguigno di sax e una finezza di pianoforte, tra un pezzo dei Crusaders (“Soul Shadows”) e uno di George Benson (“Give me the Night”), tra “Midnight pasta” e “Be Yourself” scritte da Nick e cantate in coro col pubblico. Un trionfo annunciato, e l’esatta realizzazione di quel “Around Jazz” del Forma: la musica leggera che strizza l’occhio al jazz e il jazz che strizza l’occhio alla musica leggera.











