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Rendita catastale, come si calcola, come influenza il valore immobiliare e cosa sta cambiando

Quando si acquista o si vende casa è buona pratica occuparsi prima della valutazione dell’immobile che, generalmente, tiene conto della rendita catastale.

Questa operazione serve sia all’acquirente che al venditore.

Mentre quest’ultimo, infatti, ha la possibilità di formulare l’esatto prezzo dell’immobile, sulla base del suo valore effettivo, all’acquirente spetta saperlo per il calcolo delle imposte fiscali e di registro che verranno applicate da momento della vendita.

Certo non si tratta di calcoli alla portata di chiunque, poiché tengono conto di informazioni e procedimenti tecnici, non sempre accessibili ai non addetti ai lavori.

Una buona fonte di partenza, per comprendere al meglio ogni passaggio, è rappresentata dalla guida sul calcolo valore immobile da rendita catastale, elaborata dall’agenzia immobiliare online Dove.it, specializzata proprio nella compravendita di abitazioni tra privati.

Da quanto riportato si comprende che la rendita catastale di un immobile può essere facilmente visualizzata sulla relativa visura catastale, scaricabile o richiedibile all’Agenzia delle Entrate provinciale.

Per poterla calcolare, invece, servono due parametri fondamentali, le dimensioni dell’immobile e un valore numerico che viene attribuito dall’Agenzia delle Entrate Territoriale.

Quando si parla di dimensione di immobile, si fa riferimento, di solito al numero di vani che lo compongono o alla sua metratura.

Il valore numerico, invece, riguarda la categoria catastale in cui l’abitazione rientra.

Per classificarle, l’Agenzia delle Entrate raggruppa un certo numero di abitazioni ricadenti in zone omogenee del territorio, attribuendo a queste uno specifico valore estimativo.

Le abitazioni rientrano nel gruppo A, numerato da A/1 ad A/8 e A/11.

Suddetta tariffa corrisponde proprio al valore catastale medio di ogni singola categoria e classe.

Questo metodo di calcolo, però, presenta due ordini di problemi.

Il primo riguarda proprio l’attribuzione del valore catastale medio per categorie omogenee che penalizza le abitazioni avente valore reddituale minore, rispetto a quelle che ne hanno uno maggiore.

In secondo luogo, la misurazione delle dimensioni per vani non tiene conto dell’estensione di un immobile, in termini di superfici.

Per queste ragioni, si sta valutando a livello governativo una riforma nel calcolo del valore catastale che tenga conto dei valori reddituali e non solo tecnici.

In questo modo i calcoli seguirebbero criteri più chiari, trasparenti e precisi.

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Redazione
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