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Covid, ora la variante Omicron fa paura in tutto il mondo. Il Giappone chiude le frontiere

Covid, ora la variante Omicron fa paura. Il governo britannico, che occupa attualmente la presidenza del G7, ha convocato per oggi una riunione di emergenza dei ministri della Sanità. Il G7 è composto da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Dopo le prime segnalazioni dei giorni scorsi e le prime risultanze delle analisi effettuate dagli esperti mondiali la variante Omicron del covid spaventa tutto il mondo. L’Oms sull’argomento questa mattina ha affermato che “non è ancora chiaro se sia più contagiosa” e se “causi una malattia più grave rispetto alle infezioni con altre varianti, inclusa Delta”, ma nel pieno della quarta ondata del coronavirus si preferisce agire in fretta. E sempre più Stati stanno chjiudendo le frontiere e bloccando i collegamenti aerei sopratutto con la zona di origine della variante, l’Africa Australe.

Per evitare la diffusione il Giappone a partire da domani chiuderà le frontiere ai cittadini stranieri. L’annuncio – riporta l’agenzia Kyodo – è stato dato dalle autorità nipponiche, che avevano già disposto il divieto di ingresso per tutti gli stranieri che sono stati recentemente in Botswana, Eswatini, Lesotho, Malawi, Mozambico, Namibia, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe.

“E’ una corsa contro il tempo”, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aggiungendo: “Gli scienziati hanno bisogno di due o tre settimane per avere un quadro completo sulla qualità delle mutazioni di questa variante”, ha affermato, sottolineando la necessità di “guadagnare tempo” e rinnovando l’invito ai cittadini a vaccinarsi, a proteggersi e a mantenere il distanziamento.

Certo, è ancora molto presto per avere risultati scientifici sulla pericolosità della variante pandemica. Ma non è tempo di abbassare la guardia.

“La situazione è seria, c’è un nuovo rischio”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza. “E’ troppo presto per dare sentenze definitive su questa variante – ha quindi sottolineato – Presenta elementi di problematicità ma non abbiamo elementi per trarre conseguenze definitive. Abbiamo fatto molto bene, con tutti i 27 paesi europei, a disporre misure forti come il blocco di voli e il divieto d’ingresso per chi proviene dal Sudafrica e dai paesi limitrofi. Siamo tutti più reattivi perché non si tratta di un fatto totalmente nuovo. L’informazione a noi è arrivata nelle ultime ore, ci ha portato subito a questi provvedimenti”, ha affermato ancora il ministro concludendo: “La comunità scientifica è al lavoro, aspettiamo analisi approfondite. Oggi è giusto essere preoccupati, è giusto prendere misure precauzionali. Sarebbe sbagliato arrivare a conseguenze che oggi non hanno evidenzia scientifica”.

La mappa dei contagi in Europa vede attualmente 13 casi accertati di nuova variante nei Paesi Bassi, in un gruppo di persone arrivate venerdì a bordo di voli in provenienza dal Sudafrica. In tutto 61 persone sono risultate positive dopo essere sbarcate dagli ultimi due voli che hanno raggiunto il Paese prima della chiusura e per tutte è stato disposto l’isolamento. Intanto sono iniziati gli esami per stabilire se si trattasse o meno di variante Omicron. In Francia ci sono otto possibili casi sospetti di infettati con la variante Omicron del Covid. Mentre sono tre i casi confermati rilevati in Germania, due casi confermati in Danimarca, un caso sospetto in Austria.

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Redazione
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