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Melendugno, la falesia si sbriciola. Pagliaro: “Che fine ha fatto il Piano Coste?”

La falesia di Melendugno, presso la marina di Torre dell’Orso è in gravi condizioni ed a forte rischio crollo. La falesia, infatti, da tempo è ormai ricca di crepe con smottamenti che nel corso del tempo sono diventati sempre più frequenti e, solo pochi giorni fa, si è registrato un nuovo crollo in corrispondenza della Torre di Guardia.

Una costa tanto bella quanto fragile e delicata, che necessiterebbe di interventi drastici ed efficaci nell’immediato, e che invece continua ad essere lasciata a se stessa, accelerando inevitabilmente la propria distruzione.

Sull’argomento è intervenuto, con una interrogazione, il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia Domani.

“La falesia della marina di Melendugno si sta letteralmente sbriciolando sotto l’azione erosiva del vento e delle mareggiate, e servono interventi urgenti di consolidamento per metterla in sicurezza e preservarla. È quello che sollecito in un’interrogazione urgente rivolta all’assessore regionale al demanio e alla difesa del suolo, Raffaele Piemontese.
Ieri l’ultimo crollo, a pochi giorni dal precedente. Entrambi gravi, tanto da indurre la polizia locale ad interdire la zona. Ecco perché chiedo quali azioni la Regione intenda intraprendere a tutela della marina di Melendugno, vista la condizione di grave fragilità in cui versa la costa rocciosa sottoposta a ripetuti crolli e smottamenti. Bisogna intervenire subito, per preservare l’incolumità pubblica ed un patrimonio naturalistico, paesaggistico e turistico di grande pregio che rischia di andare irrimediabilmente perduto”.

Tra l’altro il fenomeno erosivo non è nuovo ed interessa anche altri tratti del litorale salentino, ma in queste ultime settimane a Melendugno ha assunto proporzioni allarmanti: i ripetuti cedimenti della falesia stanno mutando il perimetro costiero. Nel giro di una settimana si sono registrati due crolli in mare, con il distaccamento di porzioni cospicue del costone roccioso. Diversi tratti della marina, compresi quelli che costeggiano il lungomare, sono transennati perché a rischio crollo.

“Ecco perché – sottolinea Pagliaro – non c’è più tempo da perdere. Bisogna correre ai ripari per ragioni di sicurezza e per proteggere la costa e la spiaggia con una poderosa opera di messa in sicurezza geomorfologica e di consolidamento e puntellamento della falesia. Serve un progetto tecnico scientifico di grande respiro, finanziato con risorse adeguate, che studi le opportune tecniche di fissaggio e ancoraggio dell’intera costa rocciosa, in modo da sostenerla fin dalla base. Nella mia interrogazione chiedo che sia applicato il Piano Regionale delle Coste, nato proprio per garantirne la valorizzazione e conservazione dell’integrità fisica del patrimonio costiero. A marzo 2018 la Giunta regionale commissariò 23 Comuni costieri inadempienti, che non avevano ancora approvato il Piano Comunale delle Coste. Melendugno era tra questi, e nonostante la presa d’atto della documentazione tecnico descrittiva frutto della ricognizione del demanio marittimo avvenuta a luglio 2019, ad oggi quello strumento di pianificazione e tutela del territorio costiero non risulta approvato. Da qui il mio invito alla Regione ad intervenire, per prendere in mano una situazione che sta compromettendo l’intera falesia di una località costiera fra le più suggestive del Salento”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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