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L’ucraino, il russo, l’americano e il tedesco

Tanto tempo fa, senza andare lontano lontano, su questo pianeta le cose non andavano per nulla bene. Tutte le nazioni si erano scoperte unite per combattere un nemico comune, un virus terribile che aveva cominciato a decimare le popolazioni e a creare una situazione economica disastrosa. Sembra che tutti dovevano restare chiusi in casa per lunghi periodi per evitare di incontrarsi, toccarsi, baciarsi, abbracciarsi, vivere. C’erano dei momenti durante l’anno, quelli più caldi, in cui le persone potevano tornare alla loro quotidianità, anche se mascherata da normalità. Ma con il freddo le cose tornavano a complicarsi. Per fortuna, la scienza creò un vaccino e, pian piano, il virus cominciò a sparire anche se non del tutto.

Però l’essere umano di quegli anni era davvero strano. Invece di godersi il ritorno alla vita, uno degli uomini più potenti decise di scatenare una guerra. Beh, di guerre onestamente ce n’erano tante in corso allora ma erano tutte lontane dalla gente ricca e, quindi, non importavano a nessuno. Se morivano bambini per la fame o sotto le bombe in un paese dal nome impronunciabile in quello che era chiamato Continente Africa, ai ricchi bastava fare una donazione per sentirsi meglio e continuare a mangiare durante il notiziario in tv.

Comunque, la guerra di cui vi voglio parlare scoppiò ai confini del Continente Europa, in una nazione chiamata Ucraina. In quei tempi, il Continente America era il simbolo di una cosa chiamata “capitalismo”, che era anche sinonimo di libertà, mentre il continente Asia era il suo opposto, dominato da due nazioni, la Russia e la Cina, che con la libertà non avevano molta dimestichezza. L’Ucraina era confinante con la Russia e, qualche decennio prima, faceva parte dell’impero asiatico detto URSS. Poi, tutto cambiò. L’URSS si dissolse in tanti piccoli stati ma mantenendo con il nome Russia un territorio compatto ed enorme, amico della Cina. Ma a differenza di quest’ultima, la Russia si occidentalizzò senza però concedere troppa libertà al suo popolo. Ma il mondo era contento perché l’economia funzionava, tutti avevano il riscaldamento in casa e, I più ricchi, lo yatch.

Ma sia l’America che la Russia volevano far capire al mondo chi comandava davvero e cominciarono a puntarsi le testate nucleari.

Un giorno, il presidente Ucraino che si chiamava Zelensky, cominciò a spargere la voce di voler entrare ancora più in amicizia con l’occidente. Il presidente russo, che si chiamava Putin, si incavolò non poco perché quell’amicizia avrebbe potuto portare le testate nucleari americane sotto la porta della Russia. E come se non bastasse, in una regione dell’Ucraina era in corso una guerra proprio tra russi e ucraini. Pare proprio che quei due non siano mai andati d’accordo…

Diciamo la verità: gli ucraini non ci erano andati leggeri con I russi in quella regione. I russi erano minoranza e, come tutte le minoranze, erano soggetti a tribolazioni e sottomissioni non indifferenti. Insomma, tutto questo portò Putin a svegliarsi un mattino e cominciare un’invasione dell’Ucraina. Immotivata, violenta e vigliacca come solo la guerra e l’uomo che la scatena può essere.

Zelensky l’ucraino aveva una dote particolare: era un ex comico molto famoso e che quindi sapeva come vendere la propria immagine. Come politico era davvero pessimo ma come capopopolo era formidabile. Quando la guerra cominciò, le donne e I bambini ucraini cominciarono a scappare dalle bombe mentre tutti gli uomini abili erano stati arruolati per legge per proteggere il territorio. Ma Zelensky non imbracciò mai un fucile, non si espose mai al pericolo direttamente, come avrebbe fatto qualsiasi buon generale che manda gli altri a morire. Lui si limito a comparire in televisione, su internet, su quelli che una volta venivano chiamati social network, dispensando messaggi di resistenza e vittoria all’inizio e di terrore e propaganda dopo.

La propaganda era una cosa che andava molto in voga in quel periodo. Più eri bravo nel raccontare qualcosa, più la gente ti credeva e ti appoggiava. Ed entrambi I presidenti, l’ucraino e il russo, erano campioni in questo. Il russo, però, aveva imbavagliato le fonti delle notizie nel suo territorio e il suo popolo non era pianamente a conoscenza di cosa realmente stesse accadendo fuori dai confini. Molti cominciarono ad intuire qualcosa quando il resto del mondo, con in testa il presidente americano, Biden, decisero di punire la Russia con degli espedienti economici. In pratica, su tutto il territorio le banche, le grandi aziende straniere, le pagine internet chiusero I battenti e la gente si riscoprì un po’ più povera di quanto già fosse e senza molte cose con cui divertirsi. Ma il Russo era determinato, anche nel reprimere quella fetta di popolazione che voleva ribellarsi a quella situazione.

Nel frattempo, l’Ucraino continuava a diventare una star a livello mondiale. Come vi ho detto prima, una star lo era già nel suo paese. Interpretava serie tv, sketch divertenti (addirittura, la gente si sbellicava quando faceva finta di suonare il pianoforte senza mani e con le mutande abbassate) ed era anche un ottimo ballerino. E questo lo aiutò tantissimo nel diventare presidente, senza alcuna cognizione di cosa era la politica ma con tanta simpatia a suo favore. Durante la guerra, l’Ucraino comparve in video in tutti I parlamenti del mondo e ad ogni parlamento raccontava cosa stava accadendo alla sua gente in un modo molto enfatico e, talvolta, fuori luogo. Ma era la vittima e tutto gli veniva perdonato. Beh, in realtà la vittima era il suo popolo ma a quei tempi uno valeva cinque milioni, evidentemente.

E il Russo continuava a bombardare e seminare morte.

L’americano, onestamente, non era un tipo molto sveglio. Era un po’ anziano e dava segni di cedimento abbastanza evidenti (si racconta che una volta scorneggiò1 davanti al futuro re di quella che una volta era il Regno Unito ma questa storia non ha mai avuto conferme ufficiali). Però sapeva che era il grande nemico del Russo e decise di prendere la situazione in mano, cominciando a minacciare sempre di più il suo avversario e proponendosi come fautore di quelle sanzioni d cui vi ho detto in precedenza. E poi doveva anche dare una lucidata alla sua immagine pubblica perché il suo popolo cominciava a non fidarsi più. La cosa divertente è che, subito dopo, tutte le altre nazioni abbandonarono la diplomazia e cominciarono a insultare il Russo. Oh, sia chiaro: tutti quegli insulti erano meritatissimi ma la politica si fonda sulla mediazione. Ma allora sembrava che a nessuno interessasse il benessere del mondo intero, solo l’apparire.

E la gente continuava a morire.

Come è andata a finire lo sapete. Quello che non sapete, forse, è tutto quello che accadde dietro le quinte di quell’epilogo. La versione ufficiale è sempre quella che viene accettata, quella ufficiosa è quasi sempre quella reale e la meno digeribile. Mi atterrò alla seconda.

Il Tedesco non lo conosceva quasi nessuno. Il Francese, l’Italiano, l’Inglese erano diventati grandi amici dell’Ucraino di colpo, mentre fino a qualche giorno prima lustravano le scarpe al Russo. Ma il Tedesco era un’ombra anche per quei pochi che lo avevano davvero visto. Si dice che fosse Tedesco, magari era del Sudafrica, chi lo sa davvero! Ma corre voce che, dalla sedia a rotelle su cui sedeva e dietro gli occhialini tondi che indossava, lasciasse strali con un accento teutonico e che il suo braccio destro apparentemente offeso soffrisse di uno strano tic nervoso che lo portava a raddrizzarsi.

Un’altra cosa non chiara è da che parte stesse il Tedesco, se con l’Americano o il Russo.

La cosa certa è che riuscì a convincere qualcuno di quei due che l’attacco preventivo era la migliore difesa. Fece dei calcoli e giunse alla conclusione che, alla fine, ci sarebbero stati I presupposti per ricominciare nel lungo periodo.

E la gente continuava a morire.

Comunque, nessuno sa con esattezza da dove partì la prima testata nucleare, non ci fu tempo per dare alcuna notizia. Nel giro di pochi minuti la gente dell’Americano, del Russo, dell’Ucraino, del Tedesco, dell’Italiano, del Francese, dell’Inglese, di tutto il mondo era sparita quasi del tutto. Senza rendersene conto. Molti altri morirono dopo atroci sofferenze. Gli animali di ogni specie sparirono, il cielo diventò scuro e l’aria irrespirabile. I pochi che si salvarono in dei posti costruiti appositamente per un’occasione simile non rividero mai più I colori della natura. Il Russo, l’Ucraino e l’Americano, con I loro amici fedeli, passarono anni rinchiusi ma al sicuro, insieme senza farsi più la guerra.

Poi morirono anche loro, e dopo di loro I loro amici e poi I figli dei loro amici.

Si dice che noi siamo, in qualche modo, I loro eredi. In effetti, assomigliamo a loro anche se, da dei vecchi documenti che abbiamo restaurato, possiamo affermare che siamo molto più belli esteticamente! Anzi, loro erano davvero orribili con quei buchi enormi sull’apparato respiratorio esterno, quelle due insenature nella testa da dove guardavano e quel modo strano di camminare su due arti.

E noi, a differenza loro, abbiamo imparato dagli orrori del passato.

Perché non è vero che il mondo è fatto di numeri e comandano solo i numeri uno.

La pace deve essere nelle mani di tutti e non dei folli.

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