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Una legge per gli anziani non autosufficienti: il dibattito online della Spi Cgil Puglia

Nel nostro Paese ci sono quasi 4 milioni di anziani non autosufficienti senza un adeguato sistema pubblico di servizi sociosanitari e assistenziali. L’Italia è prima in Europa per invecchiamento della popolazione. Nel mondo la precede solo il Giappone. Le dinamiche demografiche rivelano una tendenza in aumento anche per il prossimo futuro. Vivere più a lungo è evidentemente un elemento positivo ma significa anche che un numero sempre più crescente di persone anziane sarà in una condizione di non autosufficienza.

Sulla necessità di una legge specifica si confronteranno in un dibattito in diretta su Zoom, sulla pagina Facebook Spi Cgil Puglia e sulla piattaforma delle Agorà Democratiche venerdì 20 maggio alle 15.00

  • ANTONELLA CAZZATO segretaria Spi Cgil Puglia;
  • PASQUALE CHIECO sindaco di Ruvo di Puglia e delegato al welfare Anci Puglia;
  • PAOLA POVERO consigliera delegata al welfare Provincia di Lecce;
  • MICHELE CONVERSANO, direttore Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto;
  • DEBORAH CILIENTO consigliera regionale Commissione sanità e welfare;
  • BIAGIO D’ALBERTO vice presidente Auser Puglia;
  • DOMENICO DE SANTIS vice capo di gabinetto Presidenza Regione Puglia;
  • GIOVANNI FORTE segretario generale Spi Cgil Puglia.

Nel 2030 un italiano su 12 sarà anziano e non autosufficiente.

Una condizione destinata a gravare sulle famiglie e in particolare sulle donne a cui viene in larghissima parte demandato il lavoro di cura.

In prospettiva i nostri giovani si troveranno a farsi carico della condizione di non autosufficienza dei propri genitori. Con un mercato del lavoro fortemente condizionato da precarietà, frammentazione e bassi salari rischiano così di scivolare in una situazione di profonda sofferenza economica.

Intervenire significa quindi non solo rispondere ai bisogni specifici della popolazione anziana, ma anche occuparsi dell’interesse generale del Paese, disinnescando quella che altrimenti è destinata a diventare una vera e propria bomba sociale.

Il Pnrr mette nero su bianco l’impegno per una legge nazionale sulla non autosufficienza degli anziani entro il 2023. Alla sua definizione stanno lavorando diversi esperti che hanno prodotto molteplici proposte d’intervento, a partire da quella del Patto per la non autosufficienza che mette insieme oltre 50 associazioni.

Una specifica commissione istituita al ministero del lavoro e presieduta da Livia Turco ha inoltre prodotto una bozza di legge delega che rappresenta una positiva base di partenza, su cui intervenire ancora in un’ottica di integrazione sociosanitaria.

L’occasione è irripetibile ed è quella di una riforma sulla non autosufficienza degli anziani che punti a costruire delle risposte concrete, differenziate e complementari tra di loro, attraverso uno stretto coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni e con l’obiettivo di definire un percorso unico e chiaro e integrando le prestazioni sanitarie con quelle sociali.

C’è bisogno quindi di una nuova politica della non autosufficienza che intervenga su servizi residenziali, semiresidenziali, domiciliari, trasferimenti monetari, adattamenti delle abitazioni, sostegni ai caregiver e alle assistenti familiari.

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Redazione
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