Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Francesco Ventola ha sollevato, durante la seduta della Commissione Sanità della Regione Puglia, la questione relativa al “riconoscimento delle zone carenti di Canosa di Puglia e Trani” al fine di potenziare le strutture di Punti di Primo Intervento e del 118.
Come ha ricordato il consigliere, dopo il ridimensionamento della rete ospedaliera nella sesta provincia pugliese e quindi la chiusura di numerosi ospedali sul territorio, è essenziale che almeno questi due centri garantiscano gli interventi urgenti. L’obiettivo, come ha ribadito il responsabile 118 Asl/Bt, è quello di sottrarre pazienti ai pronto soccorso di Barletta e Andria, già in grande affanno e quindi rispondere ai bisogni di salute dei cittadini.
“Le due postazioni fisse del 118, Punti di Primo Intervento, a Canosa e Trani – ha commentato Ventola – assicureranno un’estate tranquilla sotto il profilo delle emergenze/urgenze a tutta la BAT. Questo significa che molti interventi potranno essere adeguatamente gestiti dai medici delle due postazioni, andando così a dare sollievo ai due Pronto Soccorso rimasti aperti nella provincia: Barletta e Andria”.
Durante l’audizione in Commissione Sanità è, infatti, emersa non solo la strategicità delle due postazioni con Canosa che serve tutta la zona murgiana e dei Comuni di Spinazzola e Minervino, ormai da anni senza ospedale, mentre Trani regge tutto il carico anche turistico che visita la bellissima città non solo durante l’estate.
“E’ evidente – sottolinea – che la mancanza di personale resta ed è emergenziale su un organico regionale di 535 medici ne sono in servizio solo 325, nella BAT su 45 ne sono 25. Per questo non è ancora attuabile il riconoscimento di ‘zone carenti’ che permetterebbe di aumentare l’organico di 10 unità, da 45 a 55. Ma è stato preso ufficialmente l’impegno da parte del Dipartimento della Salute della Regione che a settembre saranno riviste le piante organiche e quindi l’iter per il riconoscimento potrà riprendere. E noi non molliamo: a settembre incalzeremo perché questa revisione della pianta organica non sia solo una bella intenzione, ma una realtà”.











