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Punti di Primo Intervento carenti nella Bat. Ventola: “A settembre riviste le piante organiche”

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Francesco Ventola ha sollevato, durante la seduta della Commissione Sanità della Regione Puglia, la questione relativa al “riconoscimento delle zone carenti di Canosa di Puglia e Trani” al fine di potenziare le strutture di Punti di Primo Intervento e del 118.

Come ha ricordato il consigliere, dopo il ridimensionamento della rete ospedaliera nella sesta provincia pugliese e quindi la chiusura di numerosi ospedali sul territorio, è essenziale che almeno questi due centri garantiscano gli interventi urgenti. L’obiettivo, come ha ribadito il responsabile 118 Asl/Bt, è quello di sottrarre pazienti ai pronto soccorso di Barletta e Andria, già in grande affanno e quindi rispondere ai bisogni di salute dei cittadini.

“Le due postazioni fisse del 118, Punti di Primo Intervento, a Canosa e Trani – ha commentato Ventola – assicureranno un’estate tranquilla sotto il profilo delle emergenze/urgenze a tutta la BAT. Questo significa che molti interventi potranno essere adeguatamente gestiti dai medici delle due postazioni, andando così a dare sollievo ai due Pronto Soccorso rimasti aperti nella provincia: Barletta e Andria”.

Durante l’audizione in Commissione Sanità è, infatti, emersa non solo la strategicità delle due postazioni con Canosa che serve tutta la zona murgiana e dei Comuni di Spinazzola e Minervino, ormai da anni senza ospedale, mentre Trani regge tutto il carico anche turistico che visita la bellissima città non solo durante l’estate.

“E’ evidente – sottolinea – che la mancanza di personale resta ed è emergenziale su un organico regionale di 535 medici ne sono in servizio solo 325, nella BAT su 45 ne sono 25. Per questo non è ancora attuabile il riconoscimento di ‘zone carenti’ che permetterebbe di aumentare l’organico di 10 unità, da 45 a 55. Ma è stato preso ufficialmente l’impegno da parte del Dipartimento della Salute della Regione che a settembre saranno riviste le piante organiche e quindi l’iter per il riconoscimento potrà riprendere. E noi non molliamo: a settembre incalzeremo perché questa revisione della pianta organica non sia solo una bella intenzione, ma una realtà”.

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Redazione
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