HomeEconomia & SviluppoEconomiaCongresso Silp Cgil Puglia, Raffaele Rampino confermato segretario generale

Congresso Silp Cgil Puglia, Raffaele Rampino confermato segretario generale

Il sesto congresso del Silp Cgil di Puglia ha riconfermato alla guida della categoria Raffaele Rampino. I lavori si sono svolti oggi, mercoledì 7 settembre, nella Sala Trulli della sede regionale della confederazione a Bari, con la presenza del segretario nazionale Silp, Pietro Colapietro, e della segretaria regionale della Cgil Puglia, Filomena Principale.

Nella sua relazione il segretario generale Rampino ha voluto ricordare “i colleghi deceduti a causa della pandemia, le donne e uomini della Polizia di Stato e di tutte le Forze di Polizia che ancora oggi si impegnano per aiutare le persone in difficoltà, per dare soccorso e che in molti casi si sono ammalate e hanno pagato un prezzo alto con la propria vita”. Una pandemia che ha avuto pesanti ricadute anche nella nostra regione in termini sociali ed economici, con un forte aumento della povertà e l’esplosione di contratti precari. Condizioni di contesto “che non possono non avere una ricaduta in termini di degrado e stimolano sistematicamente problematiche che, prima o poi, ricadono sull’attività di noi poliziotti. In questo momento di crisi, la politica non ha ancora trovato la chiave per dare risposte alle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia e dalla globalizzazione. Una crisi nella capacità di fare proposte di governo non solo nazionale, ma internazionale ed europea, in cui si manifestano nuovi protezionismi, instabilità geopolitica, nuovi conflitti tensioni. Perciò pace e sviluppo devono tornare ad essere elementi di centralità ed obiettivo del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici in Italia, in Europa e nel mondo. Questo, a nostro avviso, rafforza la necessità d’autonomia e di continuità dell’iniziativa del sindacato confederale”. In tal senso “le proposte messe in campo dalla CGIL – dal lavoro allo sviluppo, dalla rappresentanza al welfare e non ultimo la contrattazione – sono pienamente condivise dal Silp”.

Gli anni trascorsi sono stati contrassegnati “da un costante mobilitazione del SILP CGIL a tutela di una adeguata retribuzione degli operatori di Polizia che ha portato al raggiungimento alla firma del contratto triennio passato, ed è inammissibile che solo alla fine di giugno sono stati erogati gli arretrati dopo sei mesi e senza adeguare gli stipendi. Non ci sono scuse, nessun motivo valido può giustificare tale ritardo facendo perdere la dignità ai lavoratori della polizia di stato”. Sul versante pensionistico “siamo riusciti a respingere al mittente il tentativo di un innalzamento dell’età pensionabile, che avrebbe significato non solo un peggioramento delle condizioni di vita e del lavoro per gli operatori di Polizia, ma anche e soprattutto un contraccolpo per l’efficienza di un settore che fa della presenza fisica un elemento imprescindibile, che con l’avanzare dell’età inevitabilmente tende ad abbassarsi”.

Tema fondamentale per Rampino quello della carenza degli organici, motivo per cui “i concorsi sono una necessità per il buon funzionamento dell’apparato sicurezza nelle sue diverse articolazioni, dove soprattutto la copertura delle vacanze presenti nel ruolo dei Sovraintendenti e quello degli Ispettori – sia del personale che svolge funzioni di Polizia sia di quello che esplica attività tecnico-scientifica o tecnica – rappresentano un’urgenza”. Una riduzione di personale che “si sente ancora di più nella nostra Regione dove la maggior parte degli uffici è in carenza di unità, con un deficit di personale soprattutto nel controllo del territorio. Solo a Bari, cito Bari come città capoluogo, fino a qualche anno fa si mettevano in strada una decina di volanti, oggi invece, si riescono ad organizzare al massimo cinque pattuglie. Anche le unità per attività investigative sono in forte deficit; stiamo parlando di una regione dove dalla Capitanata al Salento la criminalità organizzata è sempre in espansione con attività illecite, ormai la mafia si è ramificata in tutti i settori dal traffico di stupefacenti, all’intreccio con la pubblica amministrazione per l’aggiudicazione degli appalti, come dimostrano i numerosi scioglimenti di Amministrazioni Comunali per infiltrazione mafiose”. E gli annunci del Ministro dell’Interno circa gli aumenti degli organici, “se messi in atto comunque non basteranno a coprire tutte le carenze attuali e i vuoti che si verranno a formare nei prossimi anni”.

Attenzione anche alla necessità di innovare dal punto di vista tecnologico i processi: “Ormai le organizzazioni criminali hanno cambiato il modo di operare e le forze di Polizia devono essere in grado di stare al passo con tecnologie d’avanguardia. Ma le mafie si sconfiggono anche contrastandole con politiche sociali, economiche e istituzionali, individuando strumenti di natura contrattuale e di proposta legislativa, a partire dai settori maggiormente esposti, come gli appalti, la gestione dei beni e delle attività sequestrate e confiscate. La sicurezza reale non è fatta di spot pubblicitari, deve essere certezza di migliori condizioni di vivibilità per tutti e soprattutto per i più deboli”.

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Redazione
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