Un imprenditore di Altamura, titolare di una stazione di rifornimento di carburante, avrebbe messo in atto una importante frode sull’acquisto dello stesso carburante attraverso l’uso di una società inesistente, che quindi non pagava l’Iva e consentiva allo stesso di rivendere il gasolio ad un prezzo più basso al dettaglio rispetto agli altri distributori della zona.
Questa mattina i finanzieri della compagnia di Altamura, su disposizione del Tribunale di Bari, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, quote societarie e beni immobili del valore complessivo di oltre 800 mila euro.
Nello specifico le indagini delle Fiamme Gialle hanno appurato che la società di Altamura avrebbe acquistato a prezzi favorevoli, al di sotto di quelli di mercato, ingenti quantità di carburante, il quale veniva prima estratto da un deposito fiscale da parte di una società esistente solo sulla carta e p oi da questa fatturata ad altre imprese, che a loro volta emettevano fatture di vendita alla società altamurana. Era quest’ultima società, in questa costruzione fiscale fittizia, l’unica destinataria del bene che, a questo punto, arrivava “depurato” dai costi dell’Iva.
L’amministratore della srl deve rispondere a Stato e Fisco di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. I fatti contestati si riferiscono agli anni di imposta 2016-2017.











