Dall’Europa arriva un piano per mettere un freno all’impennata del costo dell’energia in Europa. Ad annunciarlo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al Forum Bled in Slovenia.
L’Unione europea sta pianificando misure urgenti, fa sapere: “I prezzi dell’elettricità alle stelle stanno ora mettendo in evidenza, per diversi motivi, i limiti del nostro attuale disegno del mercato elettrico” che “è stato sviluppato in circostanze completamente diverse e per scopi completamente diversi”. “Ecco perché ora stiamo lavorando a un intervento di emergenza e a una riforma strutturale del mercato dell’energia elettrica”, ha aggiunto.
Intanto un messaggino ai colleghi europei da parte del ministro dell’Ambiente tedesco, Robert Habeck, accende le speranze del governo italiano e, più in generale, di tutti coloro che in Europa fanno il tifo per un tetto al prezzo del gas. Nel messaggio c’è la disponibilità di Berlino di discutere, il prossimo 9 settembre, alla riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell’Energia, anche del price cap, così come della possibilità di slegare il prezzo dell’elettricità da rinnovabili da quello -record- del gas.
La notizia del messaggio del ministro tedesco è rimbalzata a Palazzo Chigi, dove ieri si è tenuta una riunione tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e i ministri Daniele Franco e Roberto Cingolani, i più interessati al dossier. Ma da Palazzo Chigi invitano alla prudenza: “Non c’è ancora nulla, è prematuro parlare di un risultato”, precisano dallo staff del premier Mario Draghi.
“Dobbiamo prepararci a una potenziale interruzione totale del gas russo”, ha ribadito Von der Leyen, ricordando quanto fatto finora. “Stiamo diversificando i nostri fornitori alla velocità della luce: la fornitura di gas da fonti diverse dalla Russia è aumentata di 31 miliardi di metri cubi da gennaio di quest’anno e questo compensa i tagli russi. Stiamo anche riducendo in modo sostanziale il nostro fabbisogno di gas importato e per questo abbiamo chiesto agli Stati membri di ridurre il consumo di gas del 15%”.
Quello che resta da fare è però molto più significativo: “Porre fine alla nostra dipendenza dai combustibili fossili russi è solo il primo passo. L’aumento vertiginoso dei prezzi dell’elettricità sta mettendo a nudo i limiti dell’attuale struttura del mercato elettrico, che è stato sviluppato per circostanze diverse. Per questo stiamo lavorando a un intervento di emergenza e a una riforma strutturale del mercato dell’elettricità”. In queste parole ci sono le due novità sostanziali.











