Siamo alla ricerca di un luogo unico nel suo genere dove trascorre una giornata diversa? Un posto fiabesco, dove arte, storia e tradizione si fondono e danno vita alla magia?
Dove? Sulla costa Adriatica, fra Vieste e Peschici, dove vivono ancora inalterate la pesca e le antiche tradizioni di un tempo lontano, ma non dimenticate del tutto.
Avete mai sentito parlare dei “trabucchi”?
Ebbene, sono degli antichi e ingegnosi strumenti utilizzati per la pesca tradizionale di un tempo, storiche architetture dalla forma strana alla cui vista di resta affascinati. Enormi e numerose palafitte sul mare, oggi tutelate come patrimonio monumentale della Regione Puglia e aggiunti alla lista di beni storici e ambientali.
Sulla costa del Gargano ve ne sono numerosi, come anche in diversi altri punti delle coste pugliesi.

Il trabucco consiste in un’imponente costruzione in legno, composta da una piattaforma protesa verso il mare e ancorata alle rocce tramite dei grandi tronchi di pino di Aleppo, pianta tipica e resistente della macchia mediterranea. Dalle piattaforme partono delle lunghe braccia, definite antenne, disposte a ventaglio e quasi a pelo d’acqua, che reggono a loro volta delle reti a maglie strette, chiamate “trabocchetti”.
La nascita dei trabucchi si perde nella notte dei tempi, forse a più di 2000 anni fa, con la finalità di fronteggiare il mare infido, sostituendosi al lavoro dei pescatori sulle barche durante i periodi di mare in burrasca, per il ritiro delle reti colme di pesci, e permettendo loro di continuare a pescare senza rischi.
L’uomo addetto al presidio costante del trabucco, durante la pesca, veniva chiamato “spia”, e restava anche per ore appollaiato a metà di una delle due antenne maggiori, vigile per dare l’allarme nel momento in cui i pesci restavano intrappolati nelle reti. Molti trabucchi sono andati distrutti nel tempo, proprio dalla forza del mare tempestoso, e quelli sopravvissuti sono la testimonianza della capacità di uomini semplici, ma ingegnosi, spinti dalla necessità di procurarsi di che vivere.
Definito anche “gigante del mare”, il trabucco è un attrezzo che in realtà in alcune zone del Gargano non ha mai smesso di funzionare, anzi da un po’ di anni sono ritornati in attività, grazie al lavoro di manutenzione e ristrutturazione dei mastri cosiddetti “trabuccolanti”.
Molti hanno perso la loro funzione principale di sostentamento di intere famiglie di pescatori, trasformandosi in una bella attrazione turistica e culturale. Infatti, alcuni sono stati trasformati in caratteristici ristoranti dove è ancora richiesta la presenza dei pescatori per lo spettacolare uso di questo antico strumento da pesca, gustando infine del pesce fresco con tutt’intorno un panorama suggestivo.
È sicuramente un’esperienza emozionante e unica da vivere almeno una volta nella vita.











