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Sanità: in Puglia medici e infermieri obbligati a 11 vaccini, i medici novax non torneranno in servizio

Per effetto di un decreto del Governo Meloni, in tutta Italia a partire da ieri rientrano in servizio circa 4000 medici che hanno scelto di non vaccinarsi contro il coronavirus. Ma non in Puglia, dove una specifica norma regionale approvata lo scorso anno non darà questa opportunità agli operatori sanitari non vaccinati contro il Covid.

Stiamo parlando di circa 300 operatori sanitari pubblici in tutta la Puglia, che durante la pandemia hanno scelto di non vaccinarsi, finendo sospesi dalla propria Direzione Sanitaria.

Per legge in Puglia i medici e gli infermieri sono obbligati a tutti i vaccini previsti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Non solo Covid, dunque.

“Se il governo nazionale – sottolinea il Consigliere REgionale del PD Fabiano Amati – volesse disinnescare l’obbligo generale pugliese e mandare avanti i suoi intenti ideologici, contrari alla prova scientifica e accordati con i no-vax, dovrebbe cambiare il Piano nazionale. E tutto ciò perché la tutela della salute è una competenza concorrente dello Stato e delle regioni. Da domani promuoverò apposite audizioni in Commissione sanità per verificare l’adempimento a tutte le vaccinazioni e sollecitare, in mancanza, i provvedimenti disciplinari e le sanzioni pecuniarie. In uno stato di diritto l’ordine della legge va rispettato.”

In Puglia le vaccinazioni obbligatorie per gli operatori sanitari sono: epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza, tubercolosi e Covid.

“Undici malattie – ricorda ancora Amati – sulla cui prevenzione la Puglia ha investito con un provvedimento di rigore, perché a nessun operatore sanitario è consentito il diritto di non vaccinarsi limitando la libertà dei pazienti di non aggravare la propria malattia. Già è contraddittorio pensare a un operatore sanitario che rifiuta per ideologia il vaccino, più o meno come un orologiaio che negasse il tempo; ma non avere la consapevolezza dell’importanza dei vaccini è segno di uno Stato non autorevole e in preda al consenso più effimero e momentaneo. Spero, invece, che in sede di conversione del decreto legge, non solo si ritorni all’obbligo per la vaccinazione Covid ma si estenda a tutto il territorio nazionale l’obbligo vaccinale per le altre 10 malattie a tutti gli operatori sanitari, così come prevede il Piano nazionale di prevenzione vaccinale. In Italia non può esserci federalismo sanitario sulla disponibilità di cure uguali per tutti e l’attività di prevenzione estesa a tutti. In questo senso la Puglia è un’eccellenza che non può però bearsi nell’essere da sola.”

Iniziano dunque fin dal primo provvedimento i contrasti tra la legislazione specifica regionale e quella nazionale, ed in prima linea in questa contrapposizione c’è la Puglia.

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Redazione
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