HomeCulturaMusica, a Bari il concerto di Serena Brancale, "sta uagnedd!"

Musica, a Bari il concerto di Serena Brancale, “sta uagnedd!”

“Non solo jazz, non solo soul. Canto la musica senza pormi mille domande. Voci distanti ma libere, provenienti dal Sud”. Si presenta così Serena Brancale parlando del suo ultimo lavoro discografico “Je so accussì” uscito a marzo.

Ora le canzoni di quel disco sono diventate oggetto di un tour che, ovviamente, non poteva non toccare Bari, città natale dell’artista. E Michelangelo Busco, direttore artistico del Teatro Forma, l’ha voluta per l’inaugurazione della rassegna “Around Jazz”. E’ stato sold out!

Serena ha appena 33 anni Nata in una famiglia di musicisti si applica subito a studi di danza, recitazione, violino e pianoforte: al Conservatorio “N. Piccinni” si diploma in canto jazz e tecnica di improvvisazione. Ancora adolescente recita in un film con Rubini e Locascio, ma poi riversa la sua attività nella musica. Nel 2011 forma un suo gruppo, il “Serena Branquartet”. Dopo la partecipazione a una delle prime edizioni di “X Factor”, nel 2015 approda al Festival di Sanremo fra le giovani proposte. Nella eliminazione diretta, vittima predestinata, non ce la fa contro Giovanni Caccamo (che ha la benedizione di Battiato e di Caterina Caselli): “Galleggiare”, difficile e raffinata, non è canzone “sanremese”.  Ma la carriera non finisce così presto per chi ha talento: la ragazza incide due dischi e nel 2019 parte in tour con il progetto “Vita d’artista”. La maturazione continua con apparizioni in tv, insieme con Raphael Gualazzi ed Enzo Gragnaniello, e con la partecipazione alle tournée di Mario Biondi e Il Volo. Ora vive  a Roma, dove insegna canto.

Ed eccola sulla scena barese, sicura regina del pubblico accorso a salutarla, con una carica di energia esuberante e contagiosa. Non ha bisogno di “scaldare” la platea, no! Entra subito in argomento elargendo simpatia e familiarità: magnifico approccio per una cantante che gioca in casa. Inoltre mette subito a disposizione tutte le sue conoscenze musicali. Serena non è solo voce, bene impostata, modulata; Serena suona anche pianoforte e batteria. E il concerto parte subito con la splendida “Like a Melody”, brano in cui la vocalità ricorda quella di Giorgia, come in “Pessime intenzioni”. Altro idolo è Pino Daniele e dal repertorio del bluesman napoletano Serena ha preso tre canzoni di cui ha scritto nuovi arrangiamenti: “Viento e’ terra”, “Alleria” e soprattutto “Je so Pazz”. Quest’ultima è diventata una versione nu-soul dalla ritmica originale e accattivante che accompagna come un metronomo. L’arrangiamento è stato particolarmente elogiato addirittura da “Sua Maestà” Quincy Jones dagli Stati Uniti. Tra l’altro l’incisione sul cd si avvale della collaborazione del contrabbassista Richard Bona, figura di livello internazionale. E prendendo spunto proprio da Pino Daniele Serena ha voluto mescolare alla lingua italiana il dialetto barese. Così hanno preso forma due nuove canzoni. La prima “Je so accussì”, che da il titolo al disco, è un invito ad amare per quello che si è: “Non dirmi cosa io devo fare; non dirmi cosa io devo dire, perchè je so accussì” . L’altra è “Sta uagnedd’”, una sorta di divertente biglietto da visita. E poi c’è “Donna”, un rhythm and blues in cui fa capolino il girl power, ed è un omaggio alla “bellezza delle donne nelle cose semplici”. Tutte le donne.

L’intero il concerto fa molto leva sull’interazione con il pubblico, investito da una versatilità di jazz, funk, soul e nu-soul e invitato spesso a fare il coro o a battere i ritmi. Ma quando arriva la scatenata “A me me piace ‘o blues”, altro pezzo famosissimo di Pino Daniele, sono tutti in piedi a ballare, chi sotto il palco, chi accanto alla propria poltrona. E’ la celebrazione ma non la fine del concerto, perchè arriva l’immancabile bis. Serena sorprende tutti con strumenti elettronici: partendo da “Futura” sciorina una serie di strofe dalle canzoni di Lucio Dalla inserendole e sovrapponendole nei loop della sua voce. Ne nasce un’atmosfera suggestiva e incantata, fuori dal contesto della serata, ma sicuramente una delle cose migliori.

Assolutamente da citare i tre membri del gruppo: Domenico Sanna alle tastiere, Dari Panza alla batteria ed Emanuele Triglia al basso elettrico.

erena Brancale ci lascia con la certezza che può fare ancora di più: è importante che lo sappia anche lei e che noi ci crediamo.

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